Squadra multietnica con un forte marchio sardo
Dal campo alla scrivania sventola la bandiera dei Quattro Mori. Ci sono i brasiliani e un nordcoreano
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CAGLIARI. Tre cagliaritani, un tonarese e un sangavinese. Per il prossimo campionato, al netto del mercato, la pattuglia sarda perde Del Fabro e acquista Daga. A oggi, i generali rossoblù sono ancora Sau, Barella e Deiola. Più il rientrante Cossu, ufficiale di lungo corso. Il resto del gruppo con la maglia tricolore è guidato da Borriello e comprende Melchiorri, Andreolli, Capuano, Ceppitelli, Dessena, Giannetti, Cigarini, Faragò, Padoin, Pisacane, Crosta e Montaperto. Tribù italica, con afferenze piemontesi, liguri, umbre e via per lo "stivale".
La premessa non va scordata: con le trattative aperte fino al 30 agosto, il roster è destinato a cambiare pelle in entrata e in uscita. A guidare lo staff tecnico, un campano, Rastelli, con un vice pugliese, Legrottaglie. Senza scordare l'arrivo di Giovanni Rossi e dei collaboratori di Rastelli, Santoni, Tbaudi, Caronti e Fois. Tutto sardo il team medico, da Scorcu a Mura più i fisioterapisti Frau, Congiu e Ruggiu.
A dirla tutta, un Cagliari etnico con mille sfumature. Anche nel management: eccettuato il neo team manager Colombo, sono sardi l'amministratore delegato Catte, il direttore generale Passetti, più l'area comunicazione con Steri, Ariu, Vallone, Montesi e il marketing con Federica Vargiu ed Elisabetta Scorcu.
Insomma, territorio e passaporti da prima pagina. Come quello di Han: il nord coreano è stato il primo asiatico del Cagliari e il primo nordcoreano ad esordire in A. Dalla Corea al Brasile. Il club della samba associa Rafael, Farias, Joao Pedro e Antonin Lui, difensore di Porto Alegre del '98. A seguire, la Croazia con Cop e Pajac: ma entrambi dovrebbero partire. Quindi il belga Miangue, l'argentino di Cordoba, Colombatto: regista ventenne reduce da una buona annata al Trapani, ha richieste ma è il vice Barella. Quindi, il vice campione della Confederation Cup, il cileno Mauricio Isla, il moldavo Ionita, il polacco Salamon e lo sloveno Krajnc.
Nei 32 partiti per Pejo la bandiera del continente africano la sventola il ghanese Tetteh. Insomma, Fortza Paris plurilingue.
Mario Frongia
La premessa non va scordata: con le trattative aperte fino al 30 agosto, il roster è destinato a cambiare pelle in entrata e in uscita. A guidare lo staff tecnico, un campano, Rastelli, con un vice pugliese, Legrottaglie. Senza scordare l'arrivo di Giovanni Rossi e dei collaboratori di Rastelli, Santoni, Tbaudi, Caronti e Fois. Tutto sardo il team medico, da Scorcu a Mura più i fisioterapisti Frau, Congiu e Ruggiu.
A dirla tutta, un Cagliari etnico con mille sfumature. Anche nel management: eccettuato il neo team manager Colombo, sono sardi l'amministratore delegato Catte, il direttore generale Passetti, più l'area comunicazione con Steri, Ariu, Vallone, Montesi e il marketing con Federica Vargiu ed Elisabetta Scorcu.
Insomma, territorio e passaporti da prima pagina. Come quello di Han: il nord coreano è stato il primo asiatico del Cagliari e il primo nordcoreano ad esordire in A. Dalla Corea al Brasile. Il club della samba associa Rafael, Farias, Joao Pedro e Antonin Lui, difensore di Porto Alegre del '98. A seguire, la Croazia con Cop e Pajac: ma entrambi dovrebbero partire. Quindi il belga Miangue, l'argentino di Cordoba, Colombatto: regista ventenne reduce da una buona annata al Trapani, ha richieste ma è il vice Barella. Quindi, il vice campione della Confederation Cup, il cileno Mauricio Isla, il moldavo Ionita, il polacco Salamon e lo sloveno Krajnc.
Nei 32 partiti per Pejo la bandiera del continente africano la sventola il ghanese Tetteh. Insomma, Fortza Paris plurilingue.
Mario Frongia
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