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«Bisogna sempre provarci» Fabio adesso può sognare

«Bisogna sempre provarci» Fabio adesso può sognare

«Dopo la rosa e la rossa questa maglia mancava, ed è bellissimo indossarla» La leadership è dedicata alla squadra. «Adesso? La corsa è ancora lunga, ma...»

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PEYRAGUDES. «Nella vita bisogna sempre provarci! Vestire la Maglia Gialla è un'emozione indescrivibile ma il Tour è ancora lungo...». Così, non appena smaltiti i riti della vestizione e conservato con cura il leoncino simbolo del trionfo, Fabio Aru ha rivolto attraverso Twitter il pensiero a tutti i suoi tifosi. La gioia su tutto, l’orgoglio, e la consapevolezza che la strada da fare è ancora tanta, e che al Tour, dove l’insidia è dietro ogni angolo, ancora più lunga.

«Portare la maglia di leader è un piccolo vantaggio – ha detto successivamente il Cavaliere dei Quattro Mori in conferenza stampa –, ma il Tour è ancora tanto lungo, domani sarà una giornata molto impegnativa. La maglia gialla? La vittoria sfuggita? La vittoria è una cosa bellissima ma indossare la maglia gialla è un'emozione incredibile, forse la più bella per un ciclista».

La fatica dei cinque Gpm, la fatica dell’attacco ai trecento metri, quando la pendenza era del 16%, nel momento più duro della tappa. Tutto dimenticato, dietro il largo sorriso. Anzi, no, dimenticato no, perché è bello ritornarci su, e godersela: «È stata una giornata molto difficile – ha proseguito lo scalatore di Villacidro –, abbiamo preso pioggia per buona parte del percorso. La Sky ha imposto un ritmo veramente molto alto, l'ultimo muro era duro e io sono partito un po' lungo. Poi ho pensato alla classifica».

« Nella vita bisogna provarci – ha proseguito il numero uno dell’Astana, che ieri ha perso anche Fulgsang –. Io oggi ho provato ad attaccare a 350 metri dall'arrivo, lo strappo era veramente duro ma è andata bene», ha proseguito dopo le premiazioni. Aveva già indossato la maglia crossa della Vuelta, e l’ha portato a casa dopo la premiazione a Madrid. Ha indossato anche se per un solo giorno la maglia rosa, e adesso questa gialla, la più importante al mondo: «Mi mancava la maglia di leader in Francia – ha detto ancora il campione d’Italia –. Avevo indossato quella di leader al Giro e alla Vuelta ma mai qui. Ma la corsa è ancora lunga, siamo appena alla dodicesima tappa, manca ancora tanto e non sarà per niente facile. Ma se indosso questa maglia lo devo ai miei compagni. La squadra sta facendo tanto per me: così, questa maglia è dedicata a loro, ci ripaga della fatica e dell’impegno che ci abbiamo messo. Mi spiace per il ritiro di Darietto (Cataldo) e per i problemi che hanno condizionato oggi Fuglsang ma siamo sempre un grande team, abbiamo tenuto duro anche nelle condizioni più difficili. È stata una giornata molto difficile, con la pioggia per buona parte del percorso. E complimenti a Bardet per la vittoria: ha fatto un bel numero», ha aggiunto Aru.

E adesso? «Da qui alla fine – ha concluso – ci sono ancora molte tappe, tutte impegnative. Ma siamo una squadra forte, e continueremo a combattere a dare tutto. Proseguiremo così, pedalata dopo pedalata, tappa per tappa».

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