Appuntamento con la storia per Tortu
Il velocista sardo, fresco campione europeo under20, scende in pista (oggi alle 20) in una batteria impegnativa
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LONDRA. L’attesa della gara più importante della sua carriera che sta sbocciando è sicuramente molto delicata. Ma lui, Filippo Tortu, 19enne velocista sardo trapiantato a Milano, cerca la concentrazione con la classica esuberanza di un qualsiasi ragazzo della sua età, che però indossa la maglia azzurra e vuole portare più in alto possibile il tricolore. «Sono felicissimo di essere a questi Mondiali – ha detto Filippo appena sbarcato a Londra dove ha assistito in tribuna alla finale dei 100 metri, l’ultima gara di Usain Bolt –. Non me la sarei voluta perdere per niente al mondo. Bolt è un mito vero ed è un peccato che si ritiri. Ogni volta che scende in pista è uno show. Uno spettacolo comunque, nonostante la sconfitta. Un grandissimo».
Intanto, il primatista italiano U20 dei 100 ha continuato ad allenarsi nel campo di riscaldamento sperando di incontrare la leggenda. «Sono felicissimo di essere qui, considerando che dopo la storta alla caviglia al Golden Gala erano in dubbio sia gli Europei U20 di Grosseto sia questi Mondiali. A Grosseto mi è dispiaciuto non aver vinto l’oro anche nella staffetta, nonostante il record italiano. Ma l’oro individuale nei 100 era l’obiettivo che mi ero posto a inizio stagione e l’ho centrato – ha detto il 19enne sardo-brianzolo –. Vengo da un campionato giovanile che è stato fantastico: siamo una grande squadra, coordinata alla grande da Stefano Baldini. A Grosseto abbiamo fatto grandi cose proprio nella velocità e io arrivo qui tranquillo e spensierato. Non vedo l’ora di correre. Sul mezzo giro di pista, per le mie caratteristiche, potrò rendere di più, ma a me interessa andare dietro ai blocchi e correre, non importa su quale distanza». Sì, ma quanto vale Tortu sui 200? «Solo il cronometro potrà dire se sono in forma come a Roma, ma nelle ultime settimane sono tornato a esprimere quelle velocità che potrebbero permettermi di stare tra i primi».
L’appuntamento con la storia per Filippo Tortu è questa sera alle ore 20 in diretta su Rai2 ed Eurosport. Nella sua batteria, Filippo Tortu (20.34) se la dovrà vedere con Adama Jammeh (20.61 il personale nel 2017); Sydney Siame (20.36); Jeremy Dodson (20.61); Kyle Greaux (20.19); Isaac Makwala (19.77) e Warren Weir (20.18).
Ieri è sceso in pista l’oro europeo Daniele Meucci che ha concluso la sua avventura in terra inglese con un prestigioso sesto posto nella maratona vinta dal keniano Geoffrey Kirui. L’ingegnere pisano dell’Esercito ha concluso i suoi 42,195 chilometri in 2h10’56”, ritoccando di 12 secondi il primato personale che nel 2014 a Zurigo lo aveva condotto al titolo europeo: 2h11’08”. Un piazzamento conquistato con una volata in rimonta nei confronti del keniano Gideon Kipketer praticamente appaiato. Ritirato dopo il trentesimo chilometro l'altro italiano in gara Stefano La Rosa. «Sono davvero contento – ha detto Meucci, stremato all’arrivo e visibilmente commosso –. Finalmente ho corso come volevo e ce l’ho messa tutta.
È stata una gara molto difficile da interpretare, un saliscendi continuo con vento spesso contrario. Ho dato tutto, peccato solo per non aver afferrato il quinto posto, ci ho provato fino in fondo. Credo di aver dimostrato che posso correre la maratona, dopo le ultime esperienze difficili e che gli avversari non sono impossibili».
Intanto, il primatista italiano U20 dei 100 ha continuato ad allenarsi nel campo di riscaldamento sperando di incontrare la leggenda. «Sono felicissimo di essere qui, considerando che dopo la storta alla caviglia al Golden Gala erano in dubbio sia gli Europei U20 di Grosseto sia questi Mondiali. A Grosseto mi è dispiaciuto non aver vinto l’oro anche nella staffetta, nonostante il record italiano. Ma l’oro individuale nei 100 era l’obiettivo che mi ero posto a inizio stagione e l’ho centrato – ha detto il 19enne sardo-brianzolo –. Vengo da un campionato giovanile che è stato fantastico: siamo una grande squadra, coordinata alla grande da Stefano Baldini. A Grosseto abbiamo fatto grandi cose proprio nella velocità e io arrivo qui tranquillo e spensierato. Non vedo l’ora di correre. Sul mezzo giro di pista, per le mie caratteristiche, potrò rendere di più, ma a me interessa andare dietro ai blocchi e correre, non importa su quale distanza». Sì, ma quanto vale Tortu sui 200? «Solo il cronometro potrà dire se sono in forma come a Roma, ma nelle ultime settimane sono tornato a esprimere quelle velocità che potrebbero permettermi di stare tra i primi».
L’appuntamento con la storia per Filippo Tortu è questa sera alle ore 20 in diretta su Rai2 ed Eurosport. Nella sua batteria, Filippo Tortu (20.34) se la dovrà vedere con Adama Jammeh (20.61 il personale nel 2017); Sydney Siame (20.36); Jeremy Dodson (20.61); Kyle Greaux (20.19); Isaac Makwala (19.77) e Warren Weir (20.18).
Ieri è sceso in pista l’oro europeo Daniele Meucci che ha concluso la sua avventura in terra inglese con un prestigioso sesto posto nella maratona vinta dal keniano Geoffrey Kirui. L’ingegnere pisano dell’Esercito ha concluso i suoi 42,195 chilometri in 2h10’56”, ritoccando di 12 secondi il primato personale che nel 2014 a Zurigo lo aveva condotto al titolo europeo: 2h11’08”. Un piazzamento conquistato con una volata in rimonta nei confronti del keniano Gideon Kipketer praticamente appaiato. Ritirato dopo il trentesimo chilometro l'altro italiano in gara Stefano La Rosa. «Sono davvero contento – ha detto Meucci, stremato all’arrivo e visibilmente commosso –. Finalmente ho corso come volevo e ce l’ho messa tutta.
È stata una gara molto difficile da interpretare, un saliscendi continuo con vento spesso contrario. Ho dato tutto, peccato solo per non aver afferrato il quinto posto, ci ho provato fino in fondo. Credo di aver dimostrato che posso correre la maratona, dopo le ultime esperienze difficili e che gli avversari non sono impossibili».
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