follie del mercato
Ennesima asta milionaria Anche Mbappè verso il Psg
ROMA. Aver sconvolto i parametri del mercato del calcio con l’affare Neymar non basta al Paris Saint Germain, che presto riaprirà le casseforti per acquistare dal Monaco, per ben 155 milioni di euro...
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ROMA. Aver sconvolto i parametri del mercato del calcio con l’affare Neymar non basta al Paris Saint Germain, che presto riaprirà le casseforti per acquistare dal Monaco, per ben 155 milioni di euro più bonus, l’astro nascente Kylian Mbappè. Il numero uno parigino, Nasser Al-Khelaifi, voleva a tutti costi il 18enne e questi, secondo fonti a lui vicine, si sarebbe convinto ad accettare le corte dei qatarioti, respingendo quella del Real Madrid, all’idea di giocare col brasiliano. Il Psg dà grossi dispiaceri ai colossi spagnoli ma infastidisce altri grandi club europei, come il Bayern Monaco, con Karl Heinz Rummenigge che parla senza mezzi termini di “follia” e accusa la Ue di aver voltato la testa da un’altra parte quando era stato chiesto un intervento per limitarle introducendo dei tetti salariali.
Ad alzare la voce per primo è il Bayern. «L’operazione Neymar, tasse comprese, è costata di più dell’Allianz Arena – sbotta Rummenigge, presidente del Consiglio direttivo del club bavarese – e, se dovessi scegliere, non avrei dubbi di ritenere più importante lo stadio». Di una cosa però il dirigente del Bayern si lamenta apertamente, il fatto che la Commissione europea abbia respinto la proposta del tetto salariale, portata avanti dallo stesso Rummenigge e dall’ex presidente dell’Uefa, Michel Platini. «Nel 2011, prima del fair play finanziario, mi son visto varie volte a Bruxelles con Platini – spiega –. Il nostro scopo era introdurre il tetto salariale. L’idea venne respinta e ancora oggi mi chiedo perché i politici abbiano respinto il desiderio comune dei club e dell’Uefa. Nel calcio di oggi ci vorrebbe molta più razionalità».
Intanto, si fanno sempre più incandescenti i rapporti tra Spagna e Francia. La Liga del Real Madrid e del Barcellona era abituata a spadroneggiare sul mercato e ad avere buoni rapporti con i paperoni della Premier, che peraltro anche quest’anno spendono e spandono senza sollevare scandali o grosse obiezioni. L’entrata a gamba tesa del Psg ha agitato le acque. Il transfer di Neymar non arriva a Parigi costringendo il giocatore a rinviare il suo esordio col Psg. Non solo. Secondo Globoesporte, l’attaccante brasiliano, che attende sereno a St.Tropez l’arrivo dei documenti, non lo è altrettanto sul fronte economico nei confronti del Barcellona. Neymar vuole i 26 milioni di bonus previsti dal rinnovo di contratto firmato lo scorso anno. Il Barca, che ha depositato la cifra presso uno studio legale, sostiene che il bonus doveva essere pagato solo in caso di permanenza, ed è disposto a pagarne quota parte per un solo anno. Il tutto finirà sul tavolo della Fifa, cui già vuol rivolgersi il Psg per il transfer. La guerra è appena cominciata.
Ad alzare la voce per primo è il Bayern. «L’operazione Neymar, tasse comprese, è costata di più dell’Allianz Arena – sbotta Rummenigge, presidente del Consiglio direttivo del club bavarese – e, se dovessi scegliere, non avrei dubbi di ritenere più importante lo stadio». Di una cosa però il dirigente del Bayern si lamenta apertamente, il fatto che la Commissione europea abbia respinto la proposta del tetto salariale, portata avanti dallo stesso Rummenigge e dall’ex presidente dell’Uefa, Michel Platini. «Nel 2011, prima del fair play finanziario, mi son visto varie volte a Bruxelles con Platini – spiega –. Il nostro scopo era introdurre il tetto salariale. L’idea venne respinta e ancora oggi mi chiedo perché i politici abbiano respinto il desiderio comune dei club e dell’Uefa. Nel calcio di oggi ci vorrebbe molta più razionalità».
Intanto, si fanno sempre più incandescenti i rapporti tra Spagna e Francia. La Liga del Real Madrid e del Barcellona era abituata a spadroneggiare sul mercato e ad avere buoni rapporti con i paperoni della Premier, che peraltro anche quest’anno spendono e spandono senza sollevare scandali o grosse obiezioni. L’entrata a gamba tesa del Psg ha agitato le acque. Il transfer di Neymar non arriva a Parigi costringendo il giocatore a rinviare il suo esordio col Psg. Non solo. Secondo Globoesporte, l’attaccante brasiliano, che attende sereno a St.Tropez l’arrivo dei documenti, non lo è altrettanto sul fronte economico nei confronti del Barcellona. Neymar vuole i 26 milioni di bonus previsti dal rinnovo di contratto firmato lo scorso anno. Il Barca, che ha depositato la cifra presso uno studio legale, sostiene che il bonus doveva essere pagato solo in caso di permanenza, ed è disposto a pagarne quota parte per un solo anno. Il tutto finirà sul tavolo della Fifa, cui già vuol rivolgersi il Psg per il transfer. La guerra è appena cominciata.
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