domani la supercoppa italiana
Tutto dice no, ma la Lazio vuole provare a battere la Juventus
ROMA. Ruggini di mercato, contrasti fra dirigenti e un'interminabile striscia bianconera fanno da sfondo alla sfida di Supercoppa Lazio-Juventus, che assegna domani all'Olimpico il primo trofeo...
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ROMA. Ruggini di mercato, contrasti fra dirigenti e un'interminabile striscia bianconera fanno da sfondo alla sfida di Supercoppa Lazio-Juventus, che assegna domani all'Olimpico il primo trofeo della stagione.
Keita 'balla’ tra le due squadre, si è promesso ai bianconeri che hanno tentato prima Milinkovic-Savic e poi De Vrij, ma Lotito vuole 30 milioni e non accetta compromessi. Ma tra le due squadre, una volta alleate, da anni ci sono conti in sospeso. Lotito ha imposto la finale a Roma invece che a Pechino 2013 con grave danno economico per la Juve, poi ci sono stati i contrasti in Lega (e gli insulti a Marotta).
La Juve ha reagito sul campo: se negli ultimi sei anni poche squadre hanno sorriso incontrandola, per la Lazio sono stati sangue, sudore e lacrime. Da quando c'è Max Allegri dieci incontri e dieci sconfitte in tre anni, comprese due finali di Coppa Italia e una Supercoppa, 20 gol subiti (5 di Dybala che ora avrà l'agognata maglia n.10) e uno solo segnato. Un'inferiorità che si sta trasformando in un'ossessione e che male si accorda con gli ottimi campionati che la Lazio sta disputando: competitiva con tutti, ma non con la Juve. I campioni sono favoriti anche domenica, ma gli innesti di mercato incidono poco e la partenza di Bonucci non è indolore per gli assetti della difesa.
Il fattore Allegri (che festeggia i 50 anni) incide come un macigno nel dislivello Juve-Lazio, ma il gap ha cominciato ad acuirsi dopo lo scudetto del 2000 e le polemiche per il ko della Juve a Perugia sotto il diluvio. In campionato infatti la Lazio non batte la Juve da 14 anni. Da allora la Juve è andata ko quattro volte ma solo in Coppa Italia. In Supercoppa la Juve è alla sesta finale consecutiva con quattro vittorie.
Keita 'balla’ tra le due squadre, si è promesso ai bianconeri che hanno tentato prima Milinkovic-Savic e poi De Vrij, ma Lotito vuole 30 milioni e non accetta compromessi. Ma tra le due squadre, una volta alleate, da anni ci sono conti in sospeso. Lotito ha imposto la finale a Roma invece che a Pechino 2013 con grave danno economico per la Juve, poi ci sono stati i contrasti in Lega (e gli insulti a Marotta).
La Juve ha reagito sul campo: se negli ultimi sei anni poche squadre hanno sorriso incontrandola, per la Lazio sono stati sangue, sudore e lacrime. Da quando c'è Max Allegri dieci incontri e dieci sconfitte in tre anni, comprese due finali di Coppa Italia e una Supercoppa, 20 gol subiti (5 di Dybala che ora avrà l'agognata maglia n.10) e uno solo segnato. Un'inferiorità che si sta trasformando in un'ossessione e che male si accorda con gli ottimi campionati che la Lazio sta disputando: competitiva con tutti, ma non con la Juve. I campioni sono favoriti anche domenica, ma gli innesti di mercato incidono poco e la partenza di Bonucci non è indolore per gli assetti della difesa.
Il fattore Allegri (che festeggia i 50 anni) incide come un macigno nel dislivello Juve-Lazio, ma il gap ha cominciato ad acuirsi dopo lo scudetto del 2000 e le polemiche per il ko della Juve a Perugia sotto il diluvio. In campionato infatti la Lazio non batte la Juve da 14 anni. Da allora la Juve è andata ko quattro volte ma solo in Coppa Italia. In Supercoppa la Juve è alla sesta finale consecutiva con quattro vittorie.
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