Addio amarissimo per il re della velocità
Bolt non conclude la staffetta tradito da un problema muscolare, oro agli inglesi davanti a Stati Uniti e Giappone
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LONDRA. E’ caduta una stella. Ed è caduta nel modo peggiore. Usain Bolt si è fermato mentre correva, per la Giamaica, l'ultima frazione della staffetta 4X100. Ha fatto qualche decina di metri poi si è accasciato sulla pista dello stadio di Londra toccandosi una coscia. Gli avversari gli sono sfilati a fianco con la Gran Bretagna che è andata a prendersi l’oro davanti agli Stati Uniti e a un sorprendete Giappone. Bolt è rimasto in terra aiutato dai medici poi ha trovato la forza per rialzarsi e perfino per sorridere alla folla che gli ha tributato una caloroso, lunghissimo applauso. Non era la sua sera. Non erano i suoi Mondiali ma nessuno poteva immaginarsi un addio così amaro.
Addio amaro anche pr Mo Farahg che per la prima volta da Daegu 2011 non ha vinto una finale di una grande manifestazioni di atletica. È stato infatti battuto dall'etiope Muktar Edris nella finale dei 5000. Farah, già oro nei 10.000, ha preso l'argento, mentre il bronzo è andato allo statunitense Paul Chelimo. «È stato molto emozionante, è la fine del capitolo della mia corsa, adesso comincerà un nuovo mondo ma è stato tutto meraviglioso. Non perdevo da Daegu ed è stato un lungo percorso. Non è facile descrivere cosa significhi fare una carriera così, e andare avanti anno dopo anno: dietro c'è tanto duro lavoro, e veri sacrifici. Questa sera sono molto dispiaciuto però ho dato tutto ciò che potevo».
Nelle altre finali della serata l'australiana Sally Pearson, oro olimpico a Londra 2012, si è ripetuta vincendo il titolo mondiale dei 100 ostacoli. Con il tempo di 12”59, si è imposta sulla statunitense Dawn Harper Nelson, medaglia d'argento, e sulla tedesca Pamela Dutkiewicz, medaglia di bronzo. Senza sorprese l'alto donne vinto da Maria Lasitskene (2,01), il decathlon vinto dal francese Kevin Mayer, il giavellotto con l’oro a Johannes Vetter e la staffetta 4X100 donne stravinta delle ragazze degli Usa davanti a Gran Bretagna e Giamaica.
Addio amaro anche pr Mo Farahg che per la prima volta da Daegu 2011 non ha vinto una finale di una grande manifestazioni di atletica. È stato infatti battuto dall'etiope Muktar Edris nella finale dei 5000. Farah, già oro nei 10.000, ha preso l'argento, mentre il bronzo è andato allo statunitense Paul Chelimo. «È stato molto emozionante, è la fine del capitolo della mia corsa, adesso comincerà un nuovo mondo ma è stato tutto meraviglioso. Non perdevo da Daegu ed è stato un lungo percorso. Non è facile descrivere cosa significhi fare una carriera così, e andare avanti anno dopo anno: dietro c'è tanto duro lavoro, e veri sacrifici. Questa sera sono molto dispiaciuto però ho dato tutto ciò che potevo».
Nelle altre finali della serata l'australiana Sally Pearson, oro olimpico a Londra 2012, si è ripetuta vincendo il titolo mondiale dei 100 ostacoli. Con il tempo di 12”59, si è imposta sulla statunitense Dawn Harper Nelson, medaglia d'argento, e sulla tedesca Pamela Dutkiewicz, medaglia di bronzo. Senza sorprese l'alto donne vinto da Maria Lasitskene (2,01), il decathlon vinto dal francese Kevin Mayer, il giavellotto con l’oro a Johannes Vetter e la staffetta 4X100 donne stravinta delle ragazze degli Usa davanti a Gran Bretagna e Giamaica.
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