Il Cagliari va avanti, ma solo ai rigori
di Mario Frongia
Rossoblù in vantaggio con Joao Pedro, poi il ritorno del Palermo. Inutili i supplementari, decisivi i tiri dal dischetto
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TORINO. Missione compiuta, ma solo ai calci di rigore. Nel calcio le partite si chiudono quanto prima, altrimenti si soffre. E si rischia grosso. Il Cagliari di Rastelli batte il Palermo 4-2 ai rigori (1-1 dopo i supplementari). Indicazioni preziose, ma anche - a sette giorni dal debutto in campionato con la Juventus allo Stadium - una serie di elementi da migliorare e fluidificare. Intanto, tutto o quasi passa attorno al 13' del secondo tempo: Farias serve Faragò, il difensore calcia alto su Posavec. Sette minuti dopo l'ex Novara, forse scosso dal gol fallito, si fa rubar palla da Aleesami, palla in mezzo, La Gumina soffia per la rete del pari. Uno smacco. I rossoblù, dopo aver dominato e mostrato gioco e manovra, accusano il colpo. Il pareggio ammazza ambizioni e forza. E crea insicurezza dietro. Il calo fisico e mentale è nitido. Poi, si chiude tutto dal dischetto. Il 29 novembre il Cagliari sfida il Pordenone (3-2 in rimonta, gol dell'ex Burrai su rigore, sul Lecce) alla Sardegna Arena.
Riannodando il nastro si parte dalla splendida zampata di Joao Pedro che chiude un primo tempo giocato con personalità. Azione da manuale: Cigarini-Barella-JP10, piatto destro, Posavec impreca. Un Cagliari determinato, con tocchi di prima. Rastelli può dirsi soddisfatto. All'Olimpico Grande Torino - scelto del club di Giulini, in attesa del debutto della Sardegna Arena, prevista per la terza d'andata, il 10 settembre contro il Crotone - bene la catena di destra: Faragò e Ionita s'intendono. Poi, il terzino cala. Capita. Per il resto, perfetto Pisacane, bene Barella, a tratti Farias, generoso Borriello. JP10 colpisce al momento giusto. La squadra cresce. Capuano blinda la fascia ma soffre in impostazione, Cigarini parte impreciso ma lievita. Farias balla sul pallone: la palla del 2-1 è sua. Ma sfuma. In avvio, Faragò prevale su Padoin, Capuano batte Miangue. Rastelli coniuga esperienza-condizione-qualità. I rossoblù lasciano capire da subito che aria tira ai rosanero di Tedino.
La gara è divertente, ma in porta il Palermo non tira mai, Barella e soci mancano nella finalizzazione. All'Olimpico - un migliaio di sardi, un centinaio di siciliani in tribuna - mettono talento Sau e Cossu. Ma finisce dal dischetto. In gol Cigarini, Cop, Sau e Cossu. Per i siciliani sbagliano Jajalo, Cragno para alla grande su Aleesami, segnano Struna e La Gumina. La squadra sa di dover crescere per personalità e certezze. Ma un primo bilancio di può trarre. Il primo obiettivo stagionale, sofferto e combattuto, è in cassaforte. Dopo il Pordenone ci si avvicina all'Inter. Un passo alla volta, con cuore e attenzione.
Riannodando il nastro si parte dalla splendida zampata di Joao Pedro che chiude un primo tempo giocato con personalità. Azione da manuale: Cigarini-Barella-JP10, piatto destro, Posavec impreca. Un Cagliari determinato, con tocchi di prima. Rastelli può dirsi soddisfatto. All'Olimpico Grande Torino - scelto del club di Giulini, in attesa del debutto della Sardegna Arena, prevista per la terza d'andata, il 10 settembre contro il Crotone - bene la catena di destra: Faragò e Ionita s'intendono. Poi, il terzino cala. Capita. Per il resto, perfetto Pisacane, bene Barella, a tratti Farias, generoso Borriello. JP10 colpisce al momento giusto. La squadra cresce. Capuano blinda la fascia ma soffre in impostazione, Cigarini parte impreciso ma lievita. Farias balla sul pallone: la palla del 2-1 è sua. Ma sfuma. In avvio, Faragò prevale su Padoin, Capuano batte Miangue. Rastelli coniuga esperienza-condizione-qualità. I rossoblù lasciano capire da subito che aria tira ai rosanero di Tedino.
La gara è divertente, ma in porta il Palermo non tira mai, Barella e soci mancano nella finalizzazione. All'Olimpico - un migliaio di sardi, un centinaio di siciliani in tribuna - mettono talento Sau e Cossu. Ma finisce dal dischetto. In gol Cigarini, Cop, Sau e Cossu. Per i siciliani sbagliano Jajalo, Cragno para alla grande su Aleesami, segnano Struna e La Gumina. La squadra sa di dover crescere per personalità e certezze. Ma un primo bilancio di può trarre. Il primo obiettivo stagionale, sofferto e combattuto, è in cassaforte. Dopo il Pordenone ci si avvicina all'Inter. Un passo alla volta, con cuore e attenzione.
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