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Froome attacca ancora ma Aru resiste

Froome attacca ancora ma Aru resiste

Alla Vuelta arrivo in salita: vince Lutsenko, compagno di Fabio, che perde 11 secondi dal leader ma guadagna su Nibali

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ALCOSSEBRE. Dopo le due vittorie consecutive di Vincenzo Nibali e Matteo Trentin, ancora un italiano è stato protagonista alla Vuelta, Gianni Moscon. Il 23/enne trentino non ha vinto la quinta tappa che terminava con la breve ma dura salita dell'Ermita de Santa Lucía, ad Alcossebre - dove si è imposto in solitaria il kazako dell'Astana Alexey Lutsenko - ma è soprattutto grazie a lui che il suo capitano Chris Froome è riuscito a mantenere la testa della classifica e a mettere in difficoltà gli avversari.

A patire di più sono stati proprio Nibali e Aru, i quali non sono riusciti nello strappo finale a tenere il passo 'impossibile’ imposto da Moscon per dare una scrollata al gruppo dei migliori.

In classifica generale Nibaliperde una posizione scivolando dal quinto al sesto posto, mentre il Cavaliere dei Quattro Mori resta settimo. Ma lLo Squalo in classifica generale è ora a 36” dal leader, il sardo di 49”.

Froome aveva detto di avere a disposizione una grande squadra per provare a centrare la doppietta Tour-Vuelta e ieri se ne è avuta la prova. Quando Moscon si è alzato sulla sella a pochi chilometri dal traguardo, tutto il gruppo della maglia rossa - che aveva circa 6' di distacco da un gruppetto di fuggitivi comprendenti Lutsenko – compagno di squadra di Fabio Aru nell’Astana –, bravo a trovare la zampata giusta nel finale per un trionfo solitario, precedendo di 42 secondi l'eritreo Merhawi Kudus e di 56 lo spagnolo Marc Soler-Gimenez - si è accodato, ma l'insistente azione dell'italiano ha messo in difficoltà molti e permesso a Froome di fare il vuoto nell'ultimo chilometro, chiudendo a 4'31” dal vincitore. Con lui sono rimasti Alberto Contador, apparso in netta ripresa dopo le prime giornate di sofferenza, Esteban Chaves (ora terzo in classifica a 11” da Froome) e Michael Woods, poco più indietro lo statunitense Tejay Van Garderen (secondo nella generale a 10”). Fabio Aru e soprattutto Nibali hanno sofferto, scivolando in classifica. Il capitano dell’Astana è arrivato al traguardo con 11” secondi di ritardo sul gruppetto di Froome, ma ha guadagnato 15” su Nibali. Aru, che ieri ha festeggiato il primo successo di tappa della sua squadra, ha corso sempre con grande attenzione, ben sostenuto in particolare da Leon Sanchez e nel momento in cui si è decisa la corsa era davanti, pronto. Non ha avuto lo scatto istantaneo per rispondere alla “frullata” di Froome e restare accodato all’inglese e a Chavez, ma ha comunque reagito con i i suoi tempi e la sua agilità da scalatore, riuscendo a contenere il distacco. La corsa è ancora lunga, per vedere la vetta ai due italiani servirà forse un'impresa ma la Vuelta è ancora lunga, anche se in particolare quella di oggi non sarà la giornata adatta.

Si corre la sesta tappa, da Vilareal a Port Sagunt. 198km con altri cinque Gran premi della montagna tra terza e seconda categoria sparsi nella parte centrale del percorso, con il Puerto del Garbì troppo lontano dal traguardo per aspettarsio un attacco dei big. Sembra più una giornata adatta alle fughe.



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