Al Cagliari non basta il bel gioco: 2-1 in casa del Milan
JP10 replica a Cutrone poi i rossoblù sprecano molto e il Milan passa con Suso su punizione
INVIATO A MILANO. Mai come questa volta il Cagliari può recriminare. La sconfitta col Milan fa male perchè se si escludono i primi 25', i rossoblù se la sono giocata alla pari e a tratti anche meglio di un avversario costruito per centrare grandi traguardi. C'è voluta una prodezza su punizione di Suso per far pendere l'ago della bilancia dalla parte della squadra di Montella, andata in vantaggio con Cutrone e poi raggiunta da Joao Pedro. Il Cagliari ha mostrato personalità determinazione e anche qualità, mettendo spesso alla frusta un Milan costretto sulla difensiva, soffrendo moltissimo nel finale (recupero record, 9') ma riuscendo con una buona dose di fortuna a portarsi a casa i tre punti. Il Cagliari resta a zero punti ma dalle sfide con Juventus e Milan esce a testa alta e con la consapevolezza di avere una squadra all'altezza. Ora Rastelli aspetta notizie dal mercato.
Fantasia. Rastelli sceglie questa strada per provare a mettere in difficoltà il Milan. Un attacco con Joao Pedro, Sau (per entrambi è la prima da titolari) e Farias, tutti giocatori dotati di velocità, abili nei duelli individuali. Un segnale preciso: il Cagliari se la gioca. Difesa e centrocampo non cambiano. Capuano viene ancora preferito a Miangue, Cigarini ha le chiavi del centrocampo, supportato da Barella e Ionita, i migliori contro la Juventus. Il Milan risponde col tridente: Suso, Cutrone (Andrè Silva in panchina) e Borini. Calhanoglu giostra a sinistra in un centrocampo completato da Montolivo e Kessie. In difesa tornano Musacchio, Rodriguez e Conti, oltre a Bonucci.
Dormita. Ormai è una consuetudine, le partite del Cagliari cominciano con l'handicap. Al Milan bastano 10' per sbloccare la gara. In gol ancora il giovane Cutrone (non si ferma più) che su un cross di Suso, al quale Capuano concede troppo spazio, anticipa Padoin (molle nell'occasione) e mette dentro. E' la solita doccia fredda per i rossoblù costretti ad inseguire un avversario che sfrutta benissimo le corsie con Suso e Conti a destra, Calhanoglu dalla parte opposta. Il Cagliari si scuote, prova a farsi vedere nella metà campo rossonera ma è poco incisivo e continua a lasciare troppa libertà ai costruttori di gioco di Montella, che in fase di non possesso pressano altissimo e non consentono ai sardi di ragionare. Cigarini non ha il tempo per pensare, a turno Kessie e Calhanoglu.
Reazione. Il Cagliari si riorganizza, capisce che deve far girare più velocemente il pallone e su una ripartenza Barella serve a Sau una palla col contagiri, il tiro dell'attaccante si stampa sul palo. Fa tanto caldo, l'arbitro dopo 25' concede il time-out (un altro nella ripresa) per far dissetare i giocatori. I rossoblù sono più determinati, guadagnano campo e per due volte calciano verso la porta di Donnarumma senza inquadrarla. La gara è equilibrata, si ha la sensazione che il Cagliari si sia tolto di dosso la paura e abbia capito che la difesa del Milan non è impenetrabile. Farias e Joao Pedro (c'è un contatto sospetto tra lui e Bonucci in area) salgono di giri, attaccano gli spazi e creano più volte situazioni pericolose. Barella si inserisce a sinistra e trova terreno fertile. Il finale di tempo è tutto di marca cagliaritana.
Si sblocca Joao Pedro. Il Cagliari rientra in campo con lo stesso piglio col quale ha chiuso la prima frazione e dopo 11' raccoglie i frutti. Orrore di Kessie in uscita, Barella recupera palla, serve Farias che di prima scarica su Joao Pedro, piatto e palla nel sacco. I rossoblù esultano e continuano a giocare a ritmi alti. Il Milan accusa il colpo ed ha una reazione disordinata. Perde le distanze tra i reparti, fa fatica . Montella mette dentro Biglia e toglie Calhanoglu. Serve una punizione capolavoro di Suso per riportare avanti i rossoneri. Si fa male Joao Pedro (portato in ospedale dove i medici hanno escluso complicazioni), dentro Cop. Fuori Cutrone, al suo posto Kalinic. Dentro Faragò per Padoin. Sau sfiora due volte il pari. Il finale è una sofferenza per i tifosi di casa. La festa è rossonera ma i colori rossoblù sventolano alti.
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