Bis di Trentin, aspettando Aru e Nibali
Giornata di relativa tregua alla Vuelta. Oggi la strada ricomincia a salire e per gli scalatori è un’occasione da non perdere
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ROMA. In attesa di fuochi d'artificio da parte di Fabio Aru e Vincenzo Nibali, è Matteo Trentin a tenere alto il tricolore sulle strade della Vuelta. Il corridore della Quick Step, impostosi già nella quarta tappa, un giorno dopo la vittoria dello “Squalo” ad Andorra, ha confermato il suo stato di grazia andando a vincere con autorità la decima frazione. Bravo a tenersi con le prime linee in una tappa di transizione, Trentin è andato via con lo spagnolo Jose Joaquin Rojas dopo l'ultimo strappo, ad una ventina di chilometri dal traguardo, e nel finale a due ha avuto gioco facile a batterlo in volata.
Mentre Trentin volava verso il traguardo, pochi chilometri più indietro Nibali ha cercato un affondo nella discesa del Collado Bermejo, ma presto lo hanno raggiunto il leader della classifica generale Chris Froome, Esteban Chaves e Alberto Contador. Meglio è andata all'irlandese Nicolas Roche, il quale nel finale si è prodotto in un allungo che gli ha fruttato una trentina di secondi in classifica, al terzo posto, a ridosso di Chavez e a -37” dalla maglia rossa. Nibali resta a quarto a 1'17” e Aru settimo a 1'33”.
Molto soddisfatto della sua giornata Trentin, che è tornato ad indossare la maglia verde e ha portato la quarta vittoria in dieci tappe alla sua squadra, la Quick-Step Floors, che domina la relativa classifica. «Volevo a tutti i costi la vittoria in questa tappa – ha detto il trentino –, avevo studiato il tracciato e mi sembrava l'occasione adatta. Quando ho visto Rojas scattare ho capito cosa aveva in mente e gli sono andato dietro. Lui è abilissimo in discesa, anche meglio di me, e così siamo così riusciti a staccare gli altri e nella volata finale l'ho battuto. Ora puntiamo alla quinta vittoria di tappa», ha concluso.
Sarà difficile possa accadere oggi perchè è previsto un arrivo in salita a oltre 2.200 metri, all'Osservatorio astronomico de Calar Alto, 187 km dopo la partenza da Lorca. Si tratta di una tappa di media montagna, ma con due Gpm di prima categoria. L'ultima salita è lunga 15 chilometri, con una pendenza medie del 6% ma un lungo tratto iniziale in cui tocca anche il 12%. Un'occasione per provare a mettere in difficoltà Froome. Uno strappo che si adatta alle caratteristiche di Fabio Aru e che potrebbe dare uno scossone alla classifica generale. Molto dipenderà anche dal ritmo con il quale i ciclisti affronteranno la giornata. Se ci sarà battaglia fin dall’inizio Aru e Nibali potrebbero avere un piccolo vantaggio. La Vuelta riserva comunque altre tappe con arrivo in salita e altre occasioni per provare a sfilare la maglia rossa dalle spalle di Froome.
Mentre Trentin volava verso il traguardo, pochi chilometri più indietro Nibali ha cercato un affondo nella discesa del Collado Bermejo, ma presto lo hanno raggiunto il leader della classifica generale Chris Froome, Esteban Chaves e Alberto Contador. Meglio è andata all'irlandese Nicolas Roche, il quale nel finale si è prodotto in un allungo che gli ha fruttato una trentina di secondi in classifica, al terzo posto, a ridosso di Chavez e a -37” dalla maglia rossa. Nibali resta a quarto a 1'17” e Aru settimo a 1'33”.
Molto soddisfatto della sua giornata Trentin, che è tornato ad indossare la maglia verde e ha portato la quarta vittoria in dieci tappe alla sua squadra, la Quick-Step Floors, che domina la relativa classifica. «Volevo a tutti i costi la vittoria in questa tappa – ha detto il trentino –, avevo studiato il tracciato e mi sembrava l'occasione adatta. Quando ho visto Rojas scattare ho capito cosa aveva in mente e gli sono andato dietro. Lui è abilissimo in discesa, anche meglio di me, e così siamo così riusciti a staccare gli altri e nella volata finale l'ho battuto. Ora puntiamo alla quinta vittoria di tappa», ha concluso.
Sarà difficile possa accadere oggi perchè è previsto un arrivo in salita a oltre 2.200 metri, all'Osservatorio astronomico de Calar Alto, 187 km dopo la partenza da Lorca. Si tratta di una tappa di media montagna, ma con due Gpm di prima categoria. L'ultima salita è lunga 15 chilometri, con una pendenza medie del 6% ma un lungo tratto iniziale in cui tocca anche il 12%. Un'occasione per provare a mettere in difficoltà Froome. Uno strappo che si adatta alle caratteristiche di Fabio Aru e che potrebbe dare uno scossone alla classifica generale. Molto dipenderà anche dal ritmo con il quale i ciclisti affronteranno la giornata. Se ci sarà battaglia fin dall’inizio Aru e Nibali potrebbero avere un piccolo vantaggio. La Vuelta riserva comunque altre tappe con arrivo in salita e altre occasioni per provare a sfilare la maglia rossa dalle spalle di Froome.
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