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Il sogno di Datome e compagni s’infrange contro i giganti serbi

Il sogno di Datome e compagni s’infrange contro i giganti serbi

ROMA. Più che un tabù, la Serbia si è dimostrata davvero più forte dell'Italia, di nuovo fuori in un Europeo di basket. Gli azzurri di Ettore Messina salutano il torneo continentale contro i...

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ROMA. Più che un tabù, la Serbia si è dimostrata davvero più forte dell'Italia, di nuovo fuori in un Europeo di basket. Gli azzurri di Ettore Messina salutano il torneo continentale contro i vicecampioni olimpici senza troppi rimpianti ma con la consapevolezza di aver fatto il dovuto. A Istanbul finisce 83-67 per gli uomini di Djordjevic, che si guadagnano meritatamente la semifinale contro la Russia che ha sconfitto la Grecia (l'altra semifinale vedrà opposte Spagna e Slovenia). Così per la terza volta consecutiva dopo il 2013 e il 2015, gli azzurri si attestano tra le prime otto formazioni del continente senza riuscire a fare un ulteriore salto di qualità. Troppa la differenza fisica tra Italia e Serbia, certificata dal dato finale a rimbalzo (19-44, ben 17 offensivi concessi alla squadra del ct Sasha Djordjevic).

Con questa sconfitta si chiude anche la seconda avventura sulla panchina azzurra di coach Ettore Messina, che lascia la squadra dopo aver costruito un gruppo compatto, capace di andare oltre i propri limiti e oltre le difficoltà oggettive di un'estate a dir poco travagliata. «Le statistiche parlano chiaro, la differenza a rimbalzo ha pesantemente condizionato la partita – commenta il coach a fine partita –. La Serbia ha sfruttato al meglio una delle sue armi migliori, noi abbiamo provato a lottare su ogni pallone ma non è bastato. Chiudiamo nelle prime otto dell'EuroBasket, va in archivio una grande estate per noi: abbiamo dovuto cambiare in corsa molte cose ma non ci siamo mai abbattuti. Voglio ringraziare i ragazzi per aver giocato sempre con cuore e coraggio e per quanto hanno fatto fin dal raduno».

Le considerazioni della vigilia circa la disparità di mezzi a disposizione sotto i tabelloni tra Italia e Serbia si rivelano immediatamente fondate. Gli azzurri cominciano bene facendo circolare la palla e difendendo forte. In attacco le medie non sono quelle consuete e la squadra di Djordjevic riesce a limitare il passivo. Con l'ingresso in campo dei 222 centimetri di Boban Marjanovic le cose cambiano. In difficoltà sotto entrambe le plance, l'Italia si carica di falli e gli avversari, piano piano, prendono il largo.

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