Vela latina
Ishtar è il “Re di Tavolara”, a Domenico II il trofeo della Saurra
OLBIA . Successo per la quindicesima edizione del Trofeo Re di Tavolara, una manifestazione dedicata alle vele latine organizzata, come sempre impeccabilmente, dai volontari dell’Associazione Vela...
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OLBIA . Successo per la quindicesima edizione del Trofeo Re di Tavolara, una manifestazione dedicata alle vele latine organizzata, come sempre impeccabilmente, dai volontari dell’Associazione Vela Latina di Olbia.
Unico neo la scarsa partecipazione: solo nove le barche in mare, ma quest'anno, almeno per ora, non si è mai riusciti a superare le dieci barche in nessuna delle regate o veleggiate organizzate per celebrare l'antico armo del Mediterraneo.
Non è stato sufficiente l’entusiasmo di alcuni tra i partecipanti, arrivati a Tavolara da Alghero, Porto Torres e Stintino, che si sono aggiunti alle poche barche olbiesi o del circondario, per rendere ben nutrita la flotta e premiare il gran lavoro degli organizzatori. Che sono comunque soddisfatti della riuscita della veleggiata e della festa.
Sabato mattina un vento giusto e una splendida giornata di sole hanno salutato gozzi e lance al via della prova in mare. A Tavolara si corre in tempo reale e sono in palio due trofei, il Re di Tavolara e il Trofeo della Saurra. Le regole di assegnazione cambiano ogni anno, una scelta degli organizzatori per mettere un pizzico di pepe in più tra i concorrenti. Quest'anno il Trofeo della Saurra è stato assegnato alla barca che, per prima, ha girato l’ultima boa del percorso, posizionata davanti alla spiaggia di Porto Taverna. Se lo è aggiudicato la lancia stintinese Domenico II, portata in gara da Luigi Scotti, che ha anche tagliato davanti a tutti il traguardo finale.
Ma non ha vinto il Trofeo Re di Tavolara, che è andato al gozzo Ishtar di Giorgio Macciocu, in gara per l'Asd Calic Mare di Alghero e timonato da Gianmario Catta. Infatti, una volta assegnato il Trofeo della Saurra a una lancia, il secondo trofeo in palio andava obbligatoriamente al primo classificato tra i gozzi. Da segnalare che, a causa dell'aumento della forza del vento nella fase conclusiva della gara, solo quattro barche hanno concluso la prova.
Oltre ai due vincitori hanno tagliato il traguardo la lancia stintinese Cirruì e il gozzetto Raffaelina di Carmelo Chessa, solo quattro metri e mezzo di lunghezza, premiato con una scultura realizzata da Enrico Caboni. (a.m.)
Unico neo la scarsa partecipazione: solo nove le barche in mare, ma quest'anno, almeno per ora, non si è mai riusciti a superare le dieci barche in nessuna delle regate o veleggiate organizzate per celebrare l'antico armo del Mediterraneo.
Non è stato sufficiente l’entusiasmo di alcuni tra i partecipanti, arrivati a Tavolara da Alghero, Porto Torres e Stintino, che si sono aggiunti alle poche barche olbiesi o del circondario, per rendere ben nutrita la flotta e premiare il gran lavoro degli organizzatori. Che sono comunque soddisfatti della riuscita della veleggiata e della festa.
Sabato mattina un vento giusto e una splendida giornata di sole hanno salutato gozzi e lance al via della prova in mare. A Tavolara si corre in tempo reale e sono in palio due trofei, il Re di Tavolara e il Trofeo della Saurra. Le regole di assegnazione cambiano ogni anno, una scelta degli organizzatori per mettere un pizzico di pepe in più tra i concorrenti. Quest'anno il Trofeo della Saurra è stato assegnato alla barca che, per prima, ha girato l’ultima boa del percorso, posizionata davanti alla spiaggia di Porto Taverna. Se lo è aggiudicato la lancia stintinese Domenico II, portata in gara da Luigi Scotti, che ha anche tagliato davanti a tutti il traguardo finale.
Ma non ha vinto il Trofeo Re di Tavolara, che è andato al gozzo Ishtar di Giorgio Macciocu, in gara per l'Asd Calic Mare di Alghero e timonato da Gianmario Catta. Infatti, una volta assegnato il Trofeo della Saurra a una lancia, il secondo trofeo in palio andava obbligatoriamente al primo classificato tra i gozzi. Da segnalare che, a causa dell'aumento della forza del vento nella fase conclusiva della gara, solo quattro barche hanno concluso la prova.
Oltre ai due vincitori hanno tagliato il traguardo la lancia stintinese Cirruì e il gozzetto Raffaelina di Carmelo Chessa, solo quattro metri e mezzo di lunghezza, premiato con una scultura realizzata da Enrico Caboni. (a.m.)
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