spogliatoi
«Peccato per le occasioni da gol non sfruttate»
Cragno: «Il rigore di Matri? Ho studiato come li batte». Ionita: «Pensiamo a domenica»
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CAGLIARI. «Ci dispiace per la sconfitta, abbiamo fatto la partita che avevamo preparato in settimana». Pratico, senza fronzoli, come di fronte alle folate del Sassuolo: Alessio Cragno, palma di migliore in campo. «Non sarà certo questa sconfitta a levarci le certezze. Il Sassuolo ha confermato di essere una bella squadra, con grandi individualità, aggressiva e molto abile nelle ripartenze. Ma noi – dice il portiere rossoblù – abbiamo costruito numerose occasioni ma non abbiamo finalizzato come sappiamo». Cragno incassa la pagella più alta tra i rossoblù: «Sono contento ma avrei preferito fare qualche parata di meno e prendere punti. Quello che conta è la squadra».
Sul rigore parato, con Matri ipnotizzato, poche storie: «Ho studiato come batte – assicura l’estremo difensore rossoblù –, ho fatto un passo avanti, sulla mia sinistra e sono riuscito a intercettarlo col piede. La parata più difficile? Sul colpo di testa di Missiroli». Piccolo passo indietro. Si torna al primo campionato in A, chiuso dalla retrocessione. «Un anno infelice non direi. Intanto, sono passati tre anni, ho fatto esperienza. E adesso, penso solo a dare il massimo in allenamento». Il futuro è dietro l'angolo: domenica altra partita casalinga contro il Chievo: «Un'altra squadra ostica, che si gioca come noi la salvezza. Ripartiamo per vincere».
Intanto, nel dopo gara, fatti ci complimenti agli avversari, l'amarezza non manca. Punto e a capo. Si riparte dal forcing finale. Convulso e poco preciso, tutto animo e poca scienza, ma prezioso.
«Nel primo tempo abbiamo avuto qualche difficoltà, ma nel secondo siamo cresciuti e abbiamo fatto molto bene. Difficile dire dove siamo mancati. Peccato per il risultato, mi spiace tanto ma ora – sintetizza Artur Ionita – testa a domenica: ci attende un’altra partita molto delicata».
Mario Frongia
Sul rigore parato, con Matri ipnotizzato, poche storie: «Ho studiato come batte – assicura l’estremo difensore rossoblù –, ho fatto un passo avanti, sulla mia sinistra e sono riuscito a intercettarlo col piede. La parata più difficile? Sul colpo di testa di Missiroli». Piccolo passo indietro. Si torna al primo campionato in A, chiuso dalla retrocessione. «Un anno infelice non direi. Intanto, sono passati tre anni, ho fatto esperienza. E adesso, penso solo a dare il massimo in allenamento». Il futuro è dietro l'angolo: domenica altra partita casalinga contro il Chievo: «Un'altra squadra ostica, che si gioca come noi la salvezza. Ripartiamo per vincere».
Intanto, nel dopo gara, fatti ci complimenti agli avversari, l'amarezza non manca. Punto e a capo. Si riparte dal forcing finale. Convulso e poco preciso, tutto animo e poca scienza, ma prezioso.
«Nel primo tempo abbiamo avuto qualche difficoltà, ma nel secondo siamo cresciuti e abbiamo fatto molto bene. Difficile dire dove siamo mancati. Peccato per il risultato, mi spiace tanto ma ora – sintetizza Artur Ionita – testa a domenica: ci attende un’altra partita molto delicata».
Mario Frongia
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