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L’attesa si fa lunga, dov’è Pavoletti?

di Roberto Muretto
L’attesa si fa lunga, dov’è Pavoletti?

Il giocatore più costoso della storia del Cagliari non si è ancora sbloccato, spera di riuscirci domenica contro il Chievo

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INVIATO A CAGLIARI. Leonardo Pavoletti è un calciatore generoso. Un ragazzo genuino, di quelli che non sanno nemmeno dove sta di casa l’ipocrisia. “Pane al pane, vino al vino” è il suo motto. È il giocatore più costoso nella storia del Cagliari. Il presidente Tommaso Giulini lo ha acquistato negli ultimi giorni di mercato, pagando il suo cartellino, complessivamente 12 milioni di euro (due per il prestito, dieci per l’obbligo di riscatto). L’attaccante sa di avere una grande responsabilità, sostituire Marco Borriello, andato via sbattendo la porta, ma lasciando un ottimo ricordo ai tifosi sul piano strettamente tecnico: sedici gol in campionato, quattro in coppa Italia. Un bottino importante che non sarà semplice eguagliare o migliorare.

Guerriero. Pavoletti in campo non si risparmia. Combatte su ogni palla con una ferocia agonistica che ancora non ha potuto esprimere completamente non avendo raggiunto il top della condizione. Sicuramente gli pesa non aver ancora segnato (ha giocato tre delle cinque partite disputate finora dai rossoblù), ma se andiamo ad analizzare le prestazioni, sono state quasi sempre positive, eccetto quella di ieri, nella quale ha pagato la stanchezza e un problema al polpaccio che mette in discussione la sua presenza col Chievo. Statistiche alla mano, è l’attaccante della serie A che ha concluso più volte verso la porta (nove) senza riuscire a fare centro. Un piccolo record che non gli piace e spera di cancellare prima possibile.

Feeling. Leonardo è a Cagliari da poco meno di un mese ma non ha avuto nessuna difficoltà a inserirsi in un gruppo consolidato. La sua schiettezza, unita alla simpatia, ha conquistato i compagni. Ha legato subito con Marco Sau e Joao Pedro, con i quali si intende a meraviglia dentro e fuori dal campo. Lui e “pattolino” formano una coppia assortita. Col Sassuolo, per esempio, si visto che Pavoletti era “orfano” del compagno che non dà punti di riferimento, sfrutta i varchi, è abile nelle sponde. Nonostante questo, l’ex Genoa e Napoli ha lottato con tutte le sue forze, raschiando il fondo del barile per recuperare energie. La maglia rossoblù se la sente già cucita addosso.

Grande occasione. Sbarcare in Sardegna è stata la soluzione che l’attaccante ha caldeggiato sin dal primo momento. Sapeva che a Cagliari avrebbe avuto un posto da titolare e quelle chanches che Sarri gli ha negato al Napoli. Pavoletti è consapevole che a 29 anni ha un’opportunità importante in una squadra che ha un progetto ambizioso a lunga scadenza. Vuole ripagare la società della fiducia e farebbe carte false per sbloccarsi già domenica (se giocherà) col Chievo. Farlo davanti ai propri tifosi, che lo hanno da subito incoraggiato e riempito di applausi, avrebbe un sapore particolare.

Pressione. «Cercherò di dare il mio contributo per la squadra, sono arrivato a Cagliari per questo». Pavoletti non è uno che spende tante parole, preferisce i fatti. «Prima o poi mi sbloccherò, il gol arriva quando meno te l’aspetti», ha detto dopo la vittoria sul Crotone. L’attaccante lavoro sodo ad Asseminello, qualche volta il mister e i suoi collaboratori sono costretti a frenarlo. Fosse per lui starebbe in campo qualche ora in più pur di raggiungere la migliore condizione fisica. Ora l’obiettivo è giocare contro il Chievo e considerata la forza di volontà che distingue questo ragazzo, sicuramente non salterà una partita che dopo il ko col Sassuolo diventa fondamentale.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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