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Riecco la vera Olbia, Pontedera liquidato

Riecco la vera Olbia, Pontedera liquidato

Dimenticata la trasferta di Carrara, grande prova di orgoglio

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OLBIA. La premiata ditta Ragatzu&Senesi archivia la pratica Pontedera e rilancia l’Olbia in classifica, con un 2-0 che ha privilegiato la sostanza più che l’essenza di gioco. Coppia che non ti aspetti, una sorta di Batman e Robin applicato alla realtà pallonara dei bianchi: da una parte Ragatzu, il supereroe, giocatore di classe sopraffina, militanza in serie A e una leadership sempre più marcata. Dall’altra Senesi, l’aiutante più umano, il ragazzo venuto dalla panchina, che ha sofferto la gavetta dalla serie D in su, con un gol che lo proietta finalmente nel calcio dei grandi. Sono stati i due protagonisti di una partita poco spettacolare, dove l’Olbia ha lasciato per strada un po’ di bellezza per guadagnare in cinismo e praticità. Forse inevitabile per superare una squadra chiusa, che ha bloccato le linee con un 5-3-2 che ha inaridito le corsie laterali e puntava a circoscrivere la manovra dei bianchi nella zona centrale. Così è stato per una buona mezz’ora, dove spesso in tribuna si è sbadigliato. Ma il calcio non è l’opera e a volte il risultato conta più dello spettacolo. Tanto più per l’Olbia, che veniva dalla dolorosa trasferta di Carrara, dove tre sberle avevano risvegliato i ragazzi di Mereu da un digiuno di sconfitte che durava dall’avvento del mister di Triei. Così è quasi inevitabile che la gara si sblocchi per un episodio, che nella fattispecie si materializza con il fallo (ingenuo) da rigore di Caponi su Cotali. Dal dischetto Ragatzu è una sentenza. Dopo 36 minuti l’Olbia si trova in vantaggio e qui comincia a vedersi la solidità della squadra. In assenza di Piredda, infortunato, Mereu conferma Murgia nel ruolo di trequartista. Il resto della formazione è lo stesso dall’inizio del campionato, perché Mereu non ama disporsi a specchio, tradotto adattare squadra e uomini agli avversari. Non si deroga al 4-3-1-2 e gioca chi sta bene. Il concetto dei vecchi titolari non prescinde da quello di gruppo, come dimostra la storia della “spalla” Senesi. Nel secondo tempo l’Olbia controlla con scioltezza e l’unica domanda che conta tra il pubblico è se Ogunseye segnerà il suo primo gol stagionale. Il centravanti di lotta e poco governo del gol sfiora la segnatura per due volte a cavallo del 15’ del secondo tempo ma non trova lo specchio. Poi arriva il protagonista che non ti aspetti. Entrato da due minuti, Senesi sfrutta al meglio l’ennesimo gioco di prestigio del maghetto Ragatzu, che sulla sinistra si beve due avversari e gli serve sul piatto destro un pallone che va solo scaraventato in rete. Nel gesto c’è la sana rabbia agonistica di chi sa cosa vuol dire aspettare il proprio momento, con Senesi che esulta e tutta la panchina dell’Olbia che va ad abbracciarlo. A Mereu la storia e l’esempio di Senesi non è sfuggito, visto che rappresenta l’applicazione pratica del concetto di gruppo. Ora l’Olbia può tornare a sognare con 10 punti in 5 partite e una ritrovata solidità difensiva, dopo i tre gol presi a Carrara. Un bel segnale al campionato, dove non sembrano esserci posizioni cristallizzate. Perché se l’Olbia ha un supereroe, pare aver trovato tanti assistenti dai poteri altrettanto super.

Giandomenico Mele

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