«Basta brutte figure, l’allenatore non ha colpe»
Serie D, il presidente del Latte Dolce Fresu punta il dito contro la squadra: «Imparino a lottare»
2 MINUTI DI LETTURA
SASSARI. Quattro giornate, tre punti e le ambizioni del Sassari Latte Dolce vanno a sbattere il muso su una realtà che dice penultima posizione, inaccettabile per la società biancoceleste. Non dopo aver investito tanto su un progetto che al momento in campo poggia su gambe fragilissime.
La sconfitta in casa col fanalino di coda Budoni, seguita al crac di Rieti, ha gelato l'ambiente sassarese e indotto a fine gara il tecnico Marco Sanna a dichiarazioni dal sapore di resa personale, ventilando ipotesi di cambio in panchina. Ma il presidente Roberto Fresu chiarisce subito che «non si cercano capri espiatori, il mister non è in discussione», senza negare l'esistenza di problemi che vanno risolti in fretta.
«Perchè la faccia su questo disastro noi dirigenti non ce la vogliamo mettere, dopo quanto abbiamo fatto per costruire un gruppo che doveva essere vincente e per l'entusiasmo che ci abbiamo messo. Le parole di Sanna? Credo che siano da interpretare come sfogo alla delusione. Personalmente - prosegue il presidente - sono andato via dallo stadio demoralizzato, senza scendere negli spogliatoi per evitare tensioni. Da cosa dipenda questa mancanza di risultati non ce lo sappiamo spiegare, la squadra lavora bene e tanto in settimana, poi in partita sembra che stia partecipando a un torneo amatoriale. Non ci siamo, bisogna cambiare atteggiamento».
In periodo di rodaggio qualche passo falso ci sta ma a preoccupare è soprattutto «la mancanza di cattiveria agonistica, dopo la brutta sconfitta di Rieti - spiega Fresu - ci aspettavamo tutti una prova di diverso spessore, invece abbiamo incassato un altro gol da polli e rimediato un'altra brutta figura. Non ci sono alibi, solo colpe. Che non vedo nella guida tecnica ma in chi va in campo e non sta ripagando la fiducia dell'allenatore».
Dopo appena quattro gare non è il caso di farsi tentare da ulteriori cambiamenti, «anche perchè non sapremmo proprio come intervenire per modificare la situazione. In un campionato livellato verso l'alto bisogna correre, pretendo un cambio di passo da chi ha l'esperienza e la professionalità per dare un'anima alla squadra. Non possiamo continuare a farci ridere dietro».
E' il momento di serrare i ranghi, lavorare duro e dimostrare dalla prossima gara che il Latte Dolce fin qui visto non è quello vero, ma una brutta copia che va subito cestinata.
Sandra Usai
La sconfitta in casa col fanalino di coda Budoni, seguita al crac di Rieti, ha gelato l'ambiente sassarese e indotto a fine gara il tecnico Marco Sanna a dichiarazioni dal sapore di resa personale, ventilando ipotesi di cambio in panchina. Ma il presidente Roberto Fresu chiarisce subito che «non si cercano capri espiatori, il mister non è in discussione», senza negare l'esistenza di problemi che vanno risolti in fretta.
«Perchè la faccia su questo disastro noi dirigenti non ce la vogliamo mettere, dopo quanto abbiamo fatto per costruire un gruppo che doveva essere vincente e per l'entusiasmo che ci abbiamo messo. Le parole di Sanna? Credo che siano da interpretare come sfogo alla delusione. Personalmente - prosegue il presidente - sono andato via dallo stadio demoralizzato, senza scendere negli spogliatoi per evitare tensioni. Da cosa dipenda questa mancanza di risultati non ce lo sappiamo spiegare, la squadra lavora bene e tanto in settimana, poi in partita sembra che stia partecipando a un torneo amatoriale. Non ci siamo, bisogna cambiare atteggiamento».
In periodo di rodaggio qualche passo falso ci sta ma a preoccupare è soprattutto «la mancanza di cattiveria agonistica, dopo la brutta sconfitta di Rieti - spiega Fresu - ci aspettavamo tutti una prova di diverso spessore, invece abbiamo incassato un altro gol da polli e rimediato un'altra brutta figura. Non ci sono alibi, solo colpe. Che non vedo nella guida tecnica ma in chi va in campo e non sta ripagando la fiducia dell'allenatore».
Dopo appena quattro gare non è il caso di farsi tentare da ulteriori cambiamenti, «anche perchè non sapremmo proprio come intervenire per modificare la situazione. In un campionato livellato verso l'alto bisogna correre, pretendo un cambio di passo da chi ha l'esperienza e la professionalità per dare un'anima alla squadra. Non possiamo continuare a farci ridere dietro».
E' il momento di serrare i ranghi, lavorare duro e dimostrare dalla prossima gara che il Latte Dolce fin qui visto non è quello vero, ma una brutta copia che va subito cestinata.
Sandra Usai
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google