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Azzurri ai playoff grazie al Belgio ma i dubbi restano

Azzurri ai playoff grazie al Belgio ma i dubbi restano

La mancata vittoria della Bosnia “promuove” l’Italia Ieri faccia a faccia tra i giocatori, domani c’è l’Albania

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TORINO. Dopo tante amarezze, la buona notizia per Gian Piero Ventura e la 'sua’ Italia arriva addirittura da Sarajevo, stadio Grbavica, bombardato durante la terribile guerra dei Balcani. Gli azzurri devono dire grazie al Belgio, perché è per merito della vittoria dei 'Diavoli rossi’ di Martinez se accedono matematicamente ai Play-off dei Mondiali di Russia 2018. Non sono mancate emozioni e gol nel catino di Sarajevo, sotto il diluvio: il Belgio si è imposto per 4-3, dopo avere rischiato anche di uscire dal campo sconfitto e l'Italia può tirare un sospiro di sollievo. Ai play-off almeno ci sarà.

Gli azzurri che ringraziano e si preparano ad andare in Albania con il playoff in tasca. Ma l'Italia giovane e frizzante, fresca e divertente, ma soprattutto vincente, che il ct Gian Piero Ventura era riuscito ad assemblare, dopo avere preso il posto di Antonio Conte, sembra solo un ricordo. I tre schiaffi inferti dalla Spagna agli azzurri, nella tiepida sera di Madrid del 2 settembre scorso, hanno provocato danni ancora più seri di quanto si potesse immaginare. Danni soprattutto psicologici, facendo perdere certezze e innescando un diffuso pessimismo nello spogliatoio. I risultati, del resto, sono davanti agli occhi di tutti. Ma la vittoria del Belgio in Bosnia ci regala la certezza di giocare i playoff, il risultato della gara con l’Albania conterà solo per il ranking.

La “Giovane Italia” che si era fatta apprezzare nella prima parte del torneo di qualificazione ai Mondiali 2018 non riesce più a produrre trame di gioco accettabili, né induce all'ottimismo nel periodo a breve termine. La qualificazione alla fase finale della competizione iridata, dopo l'opaco pari a Torino con la Macedonia (con un discreto sottofondo di fischi), non è compromessa, tuttavia arrivano segnali assai poco positivi per Ventura che si è lamentato nel dopopartita, perché i giocatori a sua disposizione accusano cali di tensione, oltre a una tenuta non proprio brillante, a causa dello scarso impiego nei propri club. A complicare le cose ci si sono messi anche gli infortuni in serie: Verratti, De Rossi, Montolivo, Marchisio, Belotti e, ieri, Barzagli, che hanno privato la Nazionale azzurra di gran parte del proprio potenziale tecnico. Il resto sono solo disquisizioni tattiche, alimentate dai continui cambi di modulo che hanno creato confusione.

I confronti negli spogliatoio, come quello di ieri senza ct, non si sa quanto possano aiutare a scrollarsi di dosso paure e timori.

Resta da stabilire se sia un problema di testa o di gioco, se l'Italia può davvero rischiare l'apocalittica esclusione dalla fase finale del Mondiale. Le velleità e le ambizioni lasciano spazio a una realtà sbiadita, senza certezze. L'Italia non va e il pareggio con la Macedonia rappresenta uno dei punti più bassi nella storia del calcio azzurro.

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