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L’Olbia condannata da errori e sfortuna

L’Olbia condannata da errori e sfortuna

Non basta il solito Ragatzu, nel finale traversa di Dametto

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OLBIA: Aresti, Pisano, Dametto, Leverbe, Cotali, Feola, Muroni, Pennington, Murgia (dal 27’ st Arras), Ogunseye, Ragatzu. All.: Mereu.

SIENA: Pane, Sbraga, Terigi, Iapichino, Rondanini, Gerli, Bulevardi (dal 44’ st Guerri), Vassallo (dal 44’ st Panariello), Guberti (dal 29’ st Cristiani), Marotta, Campagnacci (dal 41’ st Lescano). All.: Mignani.

ARBITRO: Garofalo di Torre del Greco.

RETI: 7’ st Marotta e 23’ st Guberti (Siena), 31’ st Ragatzu (Olbia).

NOTE: ammoniti Cotali e Pennington (O) e Bulevardi (S). Recupero: 4’ nel secondo tempo. Spettatori 1300 circa.

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Nuove fragilità e vecchi fantasmi. La pagina più brutta di questo nuovo entusiasmante romanzo d’appendice che è il campionato di serie C dell’Olbia si materializza davanti a un grande ex col dente avvelenato. Il Siena di Michele Mignani espugna il Nespoli con un 2-1 che è concentrato di esperienza e cinismo, ma anche frutto di una condotta di gara pratica al limite dell’essenziale. I vecchi fantasmi ritornano beffardamente ad affollare l’area di rigore davanti al portiere dell’Olbia. Se l’esonero di Mignani lo scorso campionato era stato figlio soprattutto delle papere di Ricci, ieri anche un totem come Simone Aresti è incappato nella più classica e crudele delle giornate storte: primo gol di Marotta determinato da una sua uscita a vuoto e il secondo con un tiro al volo di Guberti, non trascendentale, che ha trovato spazio sotto la pancia del portiere ex Pescara per finire beffardamente in rete.

In sconfitte così dolorose, il primo ko in casa per l’Olbia in questo torneo e di tutta la gestione Mereu, ci si mette poi sempre un po’ di malasorte e una componente arbitrale. Nel primo caso, dopo il doppio vantaggio del Siena e il rigore di Ragatzu ad accorciare le distanze, ecco la traversa di Dametto a un giro d’orologio dalla fine. Nel secondo caso parliamo di una condotta arbitrale di Garofalo di Torre del Greco quantomeno discutibile, con un recupero di 4’, davanti a molte perdite di tempo, che ha fatto arrabbiare anche un tipo serafico come Bernardo Mereu.

Il tema tattico della gara si dipana abbastanza presto, con l’Olbia ancorata al trequartista che cerca spazi tra le linee molto bloccate del Siena. I bianchi con Muroni nel ruolo di centrale di centrocampo al posto dell’infortunato Geroni e Pennington confermato a destra. In difesa Leverbe al posto di Iotti, che finisce in tribuna per un problema fisico. Il Siena tiene le corsie laterali bloccate con l’ex Torres e Roma, Stefano Guberti, che è la chiave tattica per trasformare un potenziale 4-3-1-2, all’occorrenza in 3-5-2 o 3-4-3. Finché l’Olbia ha energie per aggredire e tenere le linee strette, la partita resta in equilibrio. Il primo tempo scorre via liscio con due occasioni in fotocopia per Campagnacci del Siena, che inserendosi da dietro sulla destra sfiora il palo di Aresti. Per l’Olbia un’occasione con Leverbe, il cui tiro dal limite è deviato sul fondo. Se il primo tempo è il buffet, nel secondo iniziano i fuochi d’artificio. Al 7’ Marotta su corner anticipa Aresti in versione “collezione di farfalle” e insacca nell’angolo. L’Olbia va nel panico per 10 minuti, nei quali anche un fuoriclasse come Ragatzu rischia la frittata con un retropassaggio al portiere che arriva a Marotta, che non si aspetta tanta benevolenza e mette fuori. Al 27’ invece Guberti non si fa pregare, calciando al volo un assist da destra, trafiggendo Aresti per nulla esente da colpe. La faccia bella dell’Olbia, paradossalmente, esce fuori in questo momento, quando, trasfigurata dalla fatica, trova nello sprint di Arras – entrato al posto di uno spento Murgia – la chiave per far vacillare il Siena. Nascono così il rigore trasformato da Ragatzu, per un fallo su Dametto e diverse situazioni pericolose su palle inattive, compresa la traversa di Dametto sull’ennesimo calcio da fermo di Ragatzu. Alla fine grande tensione per una serie di manovre ostruzionistiche del Siena. Per l’Olbia al triplice fischio restano molti rimpianti e un punto in due partite consecutive in casa. Un po’ poco, sperando di invertire da subito l’ordine dei due fattori.

Giandomenico Mele

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