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Giulini non decide Rastelli “congelato”

di Roberto Muretto
Giulini non decide Rastelli “congelato”

Il presidente rimanda tutto ad oggi, il mister potrebbe restare

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CAGLIARI. Se fino alla tarda mattinata di ieri la panchina di Massimo Rastelli ballava come una barchetta che naviga con un mare a forza otto, nelle ultime ore sta prendendo corpo l’idea di concedergli un’altra possibilità. Sono state due giornate intensissime per Tommaso Giulini. Il presidente del Cagliari appena terminata la gara col Genoa si è chiuso in riunione con i suoi collaboratori più stretti (il dg Mario Passetti e il ds Giovanni Rossi) per una approfondita riflessione su quanto sta accadendo alla squadra. Sono state fatte valutazioni a 360 gradi ma fino alla tarda serata di ieri non era stata presa nessuna decisione.

Scelta difficile. Tutto è nelle mani di Giulini (ieri era a Milano), sarà lui ad avere l’ultima parola. Dalla società silenzio assoluto, nessuno rilascia dichiarazioni. Il momento è complicato, la tensione palpabile. La sensazione è che il patron non sia troppo convinto del nome del sostituto di Rastelli, legato al club rossoblù da un contratto che scade nel 2019. La soluzione Iachini, forse, non lo convince. Non essendo uomo che agisce d’impeto ma abituato a ponderare ogni mossa, non vuole fare passi di cui potrebbe pentirsi. Ma c’è di più. Oggi la squadra si allenerà ad Asseminello alle 15,30. O c’è una svolta in mattinata, oppure sarebbe singolare fare guidare la seduta a Rastelli e poi dargli il benservito. Per il numero 1 del Cagliari è stata un’altra nottata durante la quale ha faticato non poco a prendere sonno.

La giornata. Poche ore di sonno per il presidente del Cagliari e volo per Linate in mattinata. Telefono che squilla quasi ininterrottamente ma il patron non risponde a tutti. Nella lista nera ci sono i giornalisti. Non è il momento di parlare, vanno trovate soluzioni per evitare che il Cagliari affondi. C’è un precedente dal quale Tommaso Giulini ha imparato moltissimo, quattro stagioni fa, primo anno alla guida del Cagliari, sfociato nella retrocessione in B. Non commetterà gli stessi errori di allora. Ieri il patron si è diviso tra calcio e affari personali. Di sicuro non si aspettava dopo otto giornate di trovarsi in questa situazione. La Sardegna Arena che doveva essere il “fortino” rossoblù è stata, finora, terreno di conquista con tre sconfitte su quattro gare. Tutte con avversari alla portata.

Valutazioni. Ciò che preoccupa non sono solo i risultati negativi. La squadra sembra impotente, ha perso certezze, ha paura di sbagliare, non riesce a fare nemmeno le cose più semplici. Commette errori banali a ripetizione. È come se improvvisamente si sia spenta la luce e sia stato dimenticato il percorso per arrivare all’interruttore per riaccenderla. Non è vero che qualcuno rema contro il tecnico, anche se forse c’è qualcuno che non è contento. È proprio un problema di non riuscire a fare quello che fino a un mese fa era la normalità.

Oggi al lavoro. La squadra si rivede ad Asseminello. Giulini non ci sarà ma non è da escludere (se Rastelli resta al suo posto) che il direttore generale Passetti si presenterà all’allenamento per fare sentire la voce della società. Le sconfitte hanno affievolito l’entusiasmo creato dal nuovo stadio e dai successi con Crotone e Spal. La marcia va invertita subito anche se all’orizzonte c’è una partita difficilissima all’Olimpico contro la Lazio.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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