Dinamo, i giocatori sotto processo
di Mario Carta
Duro faccia a faccia tra squadra e tecnici dopo il ko in Champions. Serve un altro atteggiamento, soprattutto in difesa
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SASSARI. Mercoledì subito dopo la sconfitta interna in Champions League con l’Ewe Oldemburg ci aveva messo la faccia coach Pasquini. Una faccia nerissima. Ieri pomeriggio alla ripresa degli allenamenti in vista della sfida di campionato domenica a Bologna, il faccia a faccia è stato tra i giocatori e la società.Un paio d’ore crude, toste, a guardarsi negli occhi e nel cuore prima di ritrovarsi sul parquet a lavorare con la palla, con un’altra energia.
C’è da darsi da fare con la testa, con le teste di un gruppo che dirigenza e tifosi vedono dalle grandi potenzialità ma che sul campo non si stanno traducendo in risultati, soprattutto in campo europeo dove con due sconfitte in due incontri – peraltro casalinghi – la strada è già in salita. E il prossimo euroconfronto mercoledì sarà in Spagna sul parquet del Murcia, imbattuto.
Coach Federico Pasquini ha ribadito ai suoi i concetti già espressi nel dopo gara con i tedeschi. Chi ha voglia di difendere e di impegnarsi avrà spazio, chi non lo farà, no. Niente più garantito sicuro, dunque. E non si tratta di frusta, ma di sprone per un puledro giovane che a volte s’incanta. Quando invece ne ha voglia... In tre-cinque minuti di buona difesa ha dato dieci punti all’Oldemburg, per poi distrarsi nuovamente, facendosi puntualmente battere soprattutto nell’uno contro uno – ma anche sotto canestro –, e ripiombando sotto nel punteggio.
Il discorso di coach Pasquini – che ieri ai suoi ha inevitabilmente parlato anche da general manager –, prescinde dalla situazione tecnica e atletica. Il graduale e non ancora ottimale riassorbimento nel gruppo degli ormai ex infortunati Bamforth e Hatcher veniva dato per scontato, come viene dato per scontato che essendo una squadra nuova per dieci dodicesimi ci sia bisogno di tempo per trovare i giusti meccanismi. Quello che il coach non ha accettato è stato però l’atteggiamento mentale professato durante il match di mercoledì, in particolare nella fase di difesa, dove bisogna sbattersi e non c’è la gloria del canestro segnato. A seguirlo e a mettersi per primi in discussione sono state le colonne Devecchi e Stipcevic, sin dal tramonto della partita. Il loro impegno è garantito, guideranno la svolta.
Una svolta immediata, perché campionato e coppa già corrono, ma sicura, come testimoniato dai volti di tutti i giocatori biancoblù subito dopo la sirena mercoledì intorno alle 22, e dalla grinta e dalla concentrazione messe in campo ieri in allenamento dopo la “sveglia” fatta suonare dalla società. Tutto da dimostrare sin da domenica a Bologna, un test che più test non si può.
C’è da darsi da fare con la testa, con le teste di un gruppo che dirigenza e tifosi vedono dalle grandi potenzialità ma che sul campo non si stanno traducendo in risultati, soprattutto in campo europeo dove con due sconfitte in due incontri – peraltro casalinghi – la strada è già in salita. E il prossimo euroconfronto mercoledì sarà in Spagna sul parquet del Murcia, imbattuto.
Coach Federico Pasquini ha ribadito ai suoi i concetti già espressi nel dopo gara con i tedeschi. Chi ha voglia di difendere e di impegnarsi avrà spazio, chi non lo farà, no. Niente più garantito sicuro, dunque. E non si tratta di frusta, ma di sprone per un puledro giovane che a volte s’incanta. Quando invece ne ha voglia... In tre-cinque minuti di buona difesa ha dato dieci punti all’Oldemburg, per poi distrarsi nuovamente, facendosi puntualmente battere soprattutto nell’uno contro uno – ma anche sotto canestro –, e ripiombando sotto nel punteggio.
Il discorso di coach Pasquini – che ieri ai suoi ha inevitabilmente parlato anche da general manager –, prescinde dalla situazione tecnica e atletica. Il graduale e non ancora ottimale riassorbimento nel gruppo degli ormai ex infortunati Bamforth e Hatcher veniva dato per scontato, come viene dato per scontato che essendo una squadra nuova per dieci dodicesimi ci sia bisogno di tempo per trovare i giusti meccanismi. Quello che il coach non ha accettato è stato però l’atteggiamento mentale professato durante il match di mercoledì, in particolare nella fase di difesa, dove bisogna sbattersi e non c’è la gloria del canestro segnato. A seguirlo e a mettersi per primi in discussione sono state le colonne Devecchi e Stipcevic, sin dal tramonto della partita. Il loro impegno è garantito, guideranno la svolta.
Una svolta immediata, perché campionato e coppa già corrono, ma sicura, come testimoniato dai volti di tutti i giocatori biancoblù subito dopo la sirena mercoledì intorno alle 22, e dalla grinta e dalla concentrazione messe in campo ieri in allenamento dopo la “sveglia” fatta suonare dalla società. Tutto da dimostrare sin da domenica a Bologna, un test che più test non si può.
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