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«Un brutto blackout ma ho visto anche tanti miglioramenti»

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«Un brutto blackout ma ho visto anche tanti miglioramenti»

Coach Federico Pasquini non si abbatte e guarda avanti «Abbiamo dato tanto per rientrare, alla fine ha pesato»

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BOLOGNA. «Un brutto approccio dopo l’intervallo, un grande sforzo e poi il crollo. Ma nel complesso ho visto tanti miglioramenti». Federico Pasquini si presenta in sala stampa con sul groppone il -17 appena incassato ma con la certezza di avere visto passi avanti importanti da parte della sua squadra.

«Tolto l’approccio dell’inizio terzo quarto e gli ultimi minuti dell’ultimo quarto sono piuttosto soddisfatto – sottolinea il coach del Banco di Sardegna –, specialmente per la qualità che la Virtus sa esprimere quando gioca in casa. Avevamo due giocatori che rientravano da infortuni, eppure abbiamo fatto un buon lavoro anche a livello difensivo».

Dopo il crollo del terzo quarto, Hatcher e compagni hanno avuto la forza di risalire da -17 a -1, lasciandosi poi travolgere sul più bello dai giocatori di coach Ramagli. «Quando siamo tornati a contatto con la Virtus non abbiamo trovato i canestri per girare l’inerzia, magari le cose sarebbero andate diversamente. La Virtus in casa ha un atteggiamento molto forte e aggressivo con tutti e cinque i suoi giocatori, mette le mani addosso e questo si era visto anche nei precedenti incontri casalinghi. Per giocare partite come queste devi essere molto strutturato, avere chimica, noi siamo giovani, credo la formazione sassarese più giovane degli ultimi 6 anni. Non si può pensare di diventare squadra in un giorno, ma io ho visto i miei giocatori uniti e coesi. Un passo alla volta cresceremo, i ragazzi ci tengono e so che ci toglieremo delle soddisfazioni insieme».

Sul fronte virtussino, coach Alessandro Ramagli fa i complimenti ai suoi. «Tutti hanno dato un contributo significativo, a differenza di altre partite. Questo ci ha consentito di essere efficienti con tanti quintetti diversi avendo più energie da distribuire, e poi abbiamo avuto carattere nel momento in cui Sassari si è rifatta sotto. La partita non è mai stata chiusa. Sono emersi gli avversari con la loro pallacanestro veloce ricostruendo il gap che si era creato. Non è più la pallacanestro degli anni 80. Sassari ha riportato la partita sui suoi binari, ma noi siamo stati bravi ad adattarci e ripartire. Questa è la pallacanestro moderna». (a.si.)

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