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Banco, in Champions c’è un’altra capolista da battere

di Mario Carta
Levi Randolph e Scott Bamforth
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Levi Randolph e Scott Bamforth

Al PalaSerradimigni (20.30) arriva il sempre vittorioso Monaco e i sassaresi vogliono fare il bis dopo il successo su Milano

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SASSARI. Dopo il due, la Dinamo vuole che ci sia il tre. Dopo il successo a Murcia in coppa e la vittoria interna in campionato sull’ex capolista imbattuta Milano, ecco che stasera (20.30) a Sassari arriva un’altra capolista imbattuta, il Monaco.

Per la classifica. Sei punti i francesi, quattro (il meccanismo Fiba ne assegna uno per la sconfitta) i sassaresi, che in Spagna hanno cominciato a raddrizzare la loro posizione ma se vogliono entrare fra le prime quattro (su otto) e andare avanti non possono permettersi di perdere altri punti casalinghi, dopo gli sfortunati epiloghi dei match col Pinar e con l’Oldemburg.

Per il morale. La Dinamo scenderà in campo concentrata a tutta, come ha fatto contro l’Olimpia domenica sera. Per la prima volta si trova a dover giocare due partite in tre giorni ma se non altro non deve viaggiare, e il recupero fisico è stato agevolato dall’allenamento di “scarico” proposto ieri sera da coach Pasquini, che prima aveva svolto una seduta davanti al video. Stamattina la rifinitura.

Per provarci. Non sarà facile, servirà un’altra ottima prova del collettivo. Il Monaco non solo vince sempre, ma stravince e “uccide” le partite sin dal via. 90-53 all’Utena all’esordio e 50-33 all’intervallo. 85-56 in casa dell’Hapoel Holon e già 42-26 dopo i primi 20’. 89-73 contro il Krasnoyarsk, e 43-35 prima del terzo quarto. Tre avversarie che però non sono la Dinamo, che timori non ne avrà e seguirà il piano partita del coach soprattutto dal punto di vista mentale. Partire bene è importante, proseguire meglio ancora di più, ma sarà fondamentale non avere cali e costruire la partita dalla difesa.

Per riuscirci. «Tutto deve partire da lì», insiste il coach dei biancoblù Federico Pasquini. Dalla difesa che partorisce la corsa e i giochi migliori per i lunghi, perché la Dinamo possa essere se stessa contro un avversario che ha una ben definita dimensione europea e che ha più facce nel corso della stessa partita, e tutte valide, mentre la Dinamo sta appena cominciando a farle intravedere, e chiede tempo.

Per non essere soli. Fondamentale sarà anche in questa occasione, come già contro Milano, l’aiuto del pubblico del PalaSerradimigni. La Dinamo è nuova, da appena dieci giorni è al completo in partita e soprattutto in allenamento, e uno dei collanti del gruppo è l’entusiasmo che i tifosi le sanno trasmettere. Apprezzatissimo da tutti i giocatori. Nelle due prime partite casalinghe in Champions la Dinamo non è stata aiutata dalla fortuna, ma è stata sostenuta fino alla fine dagli spalti. Si può fare, si può ancora vincere insieme, anche stasera come contro Milano.

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