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Dopo il tour de force il Banco tira il fiato

di Andrea Sini
Dopo il tour de force il Banco tira il fiato

In vista di Cremona la priorità è recuperare gli acciaccati

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SASSARI. Recuperare, rifiatare, rimettersi in sesto. La Dinamo esce corroborata mentalmente da un poker di sfide di alto livello, ma le quattro gare giocate in dieci giorni contro Bologna, Murcia (entrambe in trasferta), Milano e Monaco (in casa) hanno lasciato pesanti strascichi a livello fisico, con mezzo roster acciaccato o a corto di energie.

Le cattive notizie. Lo scarno bollettino medico fornito da coach Pasquini in sala stampa al termine del match perso l’altro ieri contro Monaco spiega molto dell’andamento del match contro la squadra di coach Mitrovic, capolista imbattuta del gruppo A. Rok Stipcevic è stato tenuto a riposo precauzionale per un problema a un ginocchio; Levi Randolph ha potuto rendere meno del 50% per una distorsione a una caviglia; Shawn Jones ha giocato stringendo i denti per i postumi di una botta a un quadricipite; Will Hatcher, rientrato da poco dopo un mese d’assenza, ha pagato dazio per lo sforzo fisico prodotto in quattro partite molto giocate ad alti ritmi, nelle quali è rimasto in campo rispettivamente 25, 19, 22 e 21. Ieri il gruppo biancoblù ha avuto un’intera giornata di riposo, fondamentale per recuperare energie in vista della trasferta di domenica a Cremona. Le condizioni dei quattro giocatori andranno valutate oggi alla ripresa degli allenamenti, ma la sensazione è che domenica potrebbero essere tutti regolarmente in campo al PalaRadi contro la Vanoli di Meo Sacchetti.

Le buone notizie. Se qualcuno aveva predetto un poker di sconfitte, questo tour de force di fine ottobre ha invece restituito una Dinamo sicuramente più squadra rispetto ad appena un paio di settimane fa. L’assenza prolungata di due giocatori chiave come Bamforth e Hatcher, con l’aggiunta dei tempi fisiologici di reinserimento nel gruppo e di recupero completo, hanno costretto Pasquini a trovare soluzioni tampone che hanno prodotto risultati altalenanti. Con il roster al completo e alcune partite di rodaggio, magari non andate benissimo, il Banco di Sardegna è cresciuto in maniera esponenziale, producendo due prestazioni di altissimo livello: mercoledì scorso a Muscia, Devecchi e compagni hanno messo a segno un gran colpo; domenica al palazzetto è invece arrivata la sensazionale vittoria sull’imbattuta capolista Olimpia Milano, seppellita sotto un -21 che profuma di storia. Una crescita strutturale importante, che si riflette in una maggiore continuità difensiva e in giochi offensivi più fluidi ma anche pazienti.

Verso Cremona. Il ko di martedì sera con Monaco è già alle spalle, ma anche questa lezione può essere utile per tenere sempre ben presente il fatto che con il doppio impegno settimanale gli scivoloni sono sempre dietro l’angolo e che avere rotazioni lunghe è una necessità assoluta, non uno sfizio. Domenica si vola a Cremona, per una sfida carica di significati: alla guida della Vanoli c’è Meo Sacchetti, in campo ci saranno i cugini Diener (oltre che Johnson Odom). Non c’è bisogno di aggiungere altro.

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