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Tutti i paralimpici sul surf di Fabio

Tutti i paralimpici sul surf di Fabio

Ai tricolori di Capo Mannu Secci ha gareggiato alla pari coi big

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SAN VERO MILIS. Aprire nuovi orizzonti sportivi e augurarsi che tanti altri seguano la scia, cavalcando l’onda. Anche il surf non è proibitivo per gli atleti paralimpici e il sardo Fabio Secci ne ha dato una grande dimostrazione alla prima edizione del campionato italiano assoluto organizzato dalla Fisw nelle acque di Capo Mannu, a San Vero Milis.

Fabio è stato l’unico disabile che si è misurato paritariamente con gli altri partecipanti. Una peculiarità importante che non è passata inosservata agli occhi degli organizzatori. Sebbene non abbia passato il turno nella categoria “shortboard”, l’eclettico villacidrese ha ricevuto un premio speciale, sia per essere stato un pioniere, sia per impegno e costanza che sta mettendo nell’attività sportiva.

Fabio Secci ha ancora la mente rivolta a Capo Mannu: «Sono stati due giorni intensi immersi tra energie, persone, onde ed eccellenti atleti. Ringrazio tutti coloro che lo hanno reso possibile; questo nuovo capitolo potrebbe valorizzare il vero senso dello sport in Italia». Nessuna pecca a San Vero Milis, per Secci: «E’ stato un successo, moltissimi i professionisti che hanno battagliato tra quelle magnifiche onde. L’organizzazione è state perfetta, federazione e volontari hanno reso questi giorni speciali, da ricordare».

Lei era l’unico atleta paralimpico. «Ma questo non ha fermato mia la voglia di scendere in acqua e provare a rappresentare tutti gli atleti della mia categoria. Lo scopo principale era esserci, in un momento storico del surf che penso abbia dato inizio ad un nuovo capitolo per lo sport in Italia».

Il suoi sogno? «Con la collaborazione della federazione e spero di tanti altri atleti, vorrei dare il via a un percorso di crescita del surf in Italia, dare visibilità a piccoli e grandi campioni che la nostra nazione coltiva, e sono veramente tanti».

Non hai passato il turno, ma.. «Mi ha fatto piacere essere presente, aver condiviso ciò che lo sport è dentro e fuori dall’acqua, aver incontrato nuove persone e con loro aver condiviso idee e pensieri su ciò che sarà il domani dello sport».

Il premio però non se l’aspettava.

«É stata una bella sorpresa, mi ha reso felice e orgoglioso poter rappresentare la mia terra e il mondo paralimpico. Vorrei dedicare il premio a tutti quegli atleti non solo nel surf ma in tutto il mondo dello sport che, con passione e sacrificio portano avanti il loro sogno». Un gesto di visibilità. «E – conclude Fabio Secci –, di riconoscenza per tutti coloro che dedicano la loro vita a realizzare i propri sogni, con difficoltà, impegno e costanza, che riescono a trasformare ogni giorno le lamentale in punti di forza per raggiungere nuovi obiettivi. Quel premio non era solo per chi era lì quel giorno».



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