Ventura l’ottimista: battiamo la Svezia andremo ai mondiali
Venerdì e lunedì (a Milano) lo spareggio per Mosca «Jorginho? Ci giochiamo tutto in 72 ore, può venire utile»
3 MINUTI DI LETTURA
FIRENZE. «Andremo di sicuro ai Mondiali». L'ottimismo di Gian Piero Ventura aspettando la (doppia) sfida più importante della carriera. La fiducia del ct che tra venerdì e lunedì si gioca il futuro suo e del calcio italiano. Incombe la Svezia ma l'Italia è carica e pronta.
Primo giorno di ritiro, a Coverciano ci sono anche tutti i vertici federali, il presidente Tavecchio, il dg Uva, il vicepresidente Ulivieri. Pranzo con Ventura e i giocatori poi in Aula Magna a sentire le parole di un ct che appare più sereno rispetto ai recenti raduni.
«Ho visto i ragazzi motivati, vogliosi, determinati, chi ha fatto la storia della nazionale e chi potrà farla. È un momento importante per me, per la mia storia ma anche per i giocatori. Vogliamo tutti andare ai Mondiali e ci andremo per il bene nostro e del movimento. Mi fido del nostro lavoro».
Si tiene poi stretta la spinta dei tifosi che lunedì riempiranno San Siro (65.000 biglietti venduti) e la vicinanza della Federazione: «Ringrazio i tanti che verranno a sostenerci, nei momenti decisivi l'Italia si compatta sempre e non delude mai, anche noi quindi non dobbiamo deluderla. Basterà semplicemente fare l'Italia, quella che ogni volta si gioca qualcosa di importante c'è sempre. E dico grazie alla Federazione, mai mi sono sentito solo finora. Il presidente mi ha pure promesso un premio gigantesco - scherza - Battute a parte, tutti qui vogliamo andare ai Mondiali, mai pensato di non farcela».
Ne è così convinto da essere già proiettato, rivela, allo stage in programma il 5-6 dicembre e alle amichevoli di preparazione a Russia 2018 con Inghilterra e Argentina. E questa fiducia il ct vuol trasmetterla e riceverla dal suo stesso gruppo. Un gruppo allargato, 27 convocati, perché gli spareggi sono ravvicinati, perché c'è più di un acciaccato e per il numero dei diffidati (Parolo, Chiellini, Immobile e Verratti).
Tanti i ritorni eccellenti: Belotti, De Rossi, Verratti, Florenzi oltre a Zaza e Jorginho sui quali chiarisce. «Jorginho è qui non per ragioni politiche - dice riferendosi alla possibile convocazione dalla nazionale brasiliana - ma perché se lo merita. Prima non era stato chiamato perché ci schieravamo con un modulo in cui non c'era un ruolo per lui. Adesso però ci giochiamo in 72 ore una qualificazione mondiale, potrà servire fare scelte diverse al di là di come giocheremo».
Vale pure per l'attacco «considerando - aggiunge - che Belotti è reduce da un infortunio serio e anche Immobile non è al top: fortuna, dico egoisticamente, che ieri Ciro non ha giocato». Intanto riecco Zaza, un'arma in più: «È qui non solo per i gol ma per come sta giocando. Rispetto all'Europeo è un giocatore maturato. El Shaarawy? Non è una sorpresa per me, ha vissuto un momento particolare, abbiamo parlato a lungo, da lì è stato un crescendo. Ci conto, come su Romagnoli: lo stiamo aspettando, ci ha detto 'Vincete, non vedo l'ora di tornare’. Adesso però non è tempo di sognare, dobbiamo preparare questa doppia sfida. A dire il vero io ho un sogno, avere 20 giorni per allenare l'Italia. E per realizzarlo ho un unico modo, andare ai Mondiali».
Primo giorno di ritiro, a Coverciano ci sono anche tutti i vertici federali, il presidente Tavecchio, il dg Uva, il vicepresidente Ulivieri. Pranzo con Ventura e i giocatori poi in Aula Magna a sentire le parole di un ct che appare più sereno rispetto ai recenti raduni.
«Ho visto i ragazzi motivati, vogliosi, determinati, chi ha fatto la storia della nazionale e chi potrà farla. È un momento importante per me, per la mia storia ma anche per i giocatori. Vogliamo tutti andare ai Mondiali e ci andremo per il bene nostro e del movimento. Mi fido del nostro lavoro».
Si tiene poi stretta la spinta dei tifosi che lunedì riempiranno San Siro (65.000 biglietti venduti) e la vicinanza della Federazione: «Ringrazio i tanti che verranno a sostenerci, nei momenti decisivi l'Italia si compatta sempre e non delude mai, anche noi quindi non dobbiamo deluderla. Basterà semplicemente fare l'Italia, quella che ogni volta si gioca qualcosa di importante c'è sempre. E dico grazie alla Federazione, mai mi sono sentito solo finora. Il presidente mi ha pure promesso un premio gigantesco - scherza - Battute a parte, tutti qui vogliamo andare ai Mondiali, mai pensato di non farcela».
Ne è così convinto da essere già proiettato, rivela, allo stage in programma il 5-6 dicembre e alle amichevoli di preparazione a Russia 2018 con Inghilterra e Argentina. E questa fiducia il ct vuol trasmetterla e riceverla dal suo stesso gruppo. Un gruppo allargato, 27 convocati, perché gli spareggi sono ravvicinati, perché c'è più di un acciaccato e per il numero dei diffidati (Parolo, Chiellini, Immobile e Verratti).
Tanti i ritorni eccellenti: Belotti, De Rossi, Verratti, Florenzi oltre a Zaza e Jorginho sui quali chiarisce. «Jorginho è qui non per ragioni politiche - dice riferendosi alla possibile convocazione dalla nazionale brasiliana - ma perché se lo merita. Prima non era stato chiamato perché ci schieravamo con un modulo in cui non c'era un ruolo per lui. Adesso però ci giochiamo in 72 ore una qualificazione mondiale, potrà servire fare scelte diverse al di là di come giocheremo».
Vale pure per l'attacco «considerando - aggiunge - che Belotti è reduce da un infortunio serio e anche Immobile non è al top: fortuna, dico egoisticamente, che ieri Ciro non ha giocato». Intanto riecco Zaza, un'arma in più: «È qui non solo per i gol ma per come sta giocando. Rispetto all'Europeo è un giocatore maturato. El Shaarawy? Non è una sorpresa per me, ha vissuto un momento particolare, abbiamo parlato a lungo, da lì è stato un crescendo. Ci conto, come su Romagnoli: lo stiamo aspettando, ci ha detto 'Vincete, non vedo l'ora di tornare’. Adesso però non è tempo di sognare, dobbiamo preparare questa doppia sfida. A dire il vero io ho un sogno, avere 20 giorni per allenare l'Italia. E per realizzarlo ho un unico modo, andare ai Mondiali».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google
