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La Dinamo vuole riprendere quota

di Andrea Sini
La Dinamo vuole riprendere quota

Al palazzetto arriva la Betaland Capo d’Orlando. I sassaresi di Pasquini, reduci da 3 ko in 10 giorni, sono obbligati a vincere

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SASSARI. Una vittoria adesso, subito, e poi altre due, senza se e senza ma. Il fermo biologico dei club per la prima finestra decisa dalla Fiba per le nazionali è ormai alle porte e la Dinamo ha intenzione di arrivarci con la testa sgombra da impicci e inquietudini. Un trittico di gare non facile ma assolutamente abbordabile per una squadra come quella biancoblù che ha ambizioni di alta classifica sia in campionato che in Champions League.

Vittoria obbligatoria. Per evitare di precipitare in una crisi più grande di quanto non siano gli effettivi problemi della squadra, il primo tassello va messo questo pomeriggio: per la settima giornata di serie A, al PalaSerradimgini si presenta la Betaland Capo d’Orlando (palla a due alle 18,15), che in classifica ha soltanto due punti di ritardo rispetto ai sassaresi di Federico Pasquini, con all’attivo due vittorie e quattro sconfitte. I siciliani stanno incontrando anche grosse difficoltà in Champions League, dove sinora hanno perso 5 gare su 5, le ultime due con distacchi abissali contro squadre che occupano il primo posto del girone B: -41 in casa dell’Iberostar Tenerife, -30 in casa al cospetto del Neptunas Klaipeda.

Vietato fidarsi. Ma coach Pasquini preferisce andarci cauto. «Andiamo a giocare una partita importante contro una squadra che in campionato è reduce da tre buone partite – sottolinea il tecnico ferrarese –: tre settimane fa ha vinto agevolmente a Reggio Emilia, due settimane fa ha perso all’ultimo tiro contro Torino in casa giocando un’ottima partita e poi hanno vinto di quasi venti punti contro Pesaro. Non hanno avuto continuità in termini di Champions League ma i grandi divari che hanno incassato li hanno presi contro squadre importanti tipo il Neptunas».

Le insidie. «L’Orlandina – prosegue Pasquini – è una squadra che sta sviluppando i talenti che ci aspettavamo da quest’estate: primo fra tutti Arnoldas Kulboka, giocatore interessante che è seguito anche dall’Nba. Ci sono poi tanti giocatori come Jakub Wojciechowski e Mario Delas sotto canestro, Justin Edwards e Mirza Alibegovic sul perimetro. Dovremo essere bravi e pronti in questo momento a fare una partita vera perché vogliamo riprendere a vincere e smuovere la classifica, per farlo dovremo superare stanchezza e infortuni».

Assenti e presenti. In casa Dinamo l’infermeria non si è ancora svuotata del tutto: al di là di Randolph, ancora sofferente per una distorsione a una caviglia ma comunque abile e arruolato, restano in dubbio le posizioni di Rok Stipcevic e Shawn Jones. Nel caso del play croato, le speranze di vederlo nuovamente in campo dopo tre partite di assenza sono praticamente nulle: se ne riparlerà per mercoledì contro l’Hapoel Holon o per domenica prossima a Varese. Jones è leggermente più avanti nella tabella di recupero dal problema a un ginocchio che lo tormenta da due settimane e oggi potrebbe scendere in campo per qualche minuto. Per quanto riguarda la formazione siciliana, il tentativo di mandare in campo in extremis il nuovo acquisto Dustin Hogue sono andati a vuoto. Per l’ex giocatore dell’Aquila Trento, negli ultimi mesi in Corea del Sud con la maglia del Goyang Orions, non è riuscito il miracolo di battere sul tempo la burocrazia e dunque oggi l’ala newyorkese non sarà della partita.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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