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«Non siamo fenomeni ma passerà l’Italia»

di Roberto Muretto
«Non siamo fenomeni ma passerà l’Italia»

I tecnici sardi Bernardo Mereu, Marco Sanna e Virgilio Perra difendono Ventura: «Troppe critiche e se si qualifica... »

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SASSARI. Giampiero Ventura è sulla graticola. L’Italia rischia di non andare al Mondiale in Russia e il ct ha puntato contro il dito non solo della critica ma anche dei tifosi. La sconfitta in Svezia nell’andata dei playoff è stata una mazzata sul piano psicologico. Un ko forse immeritato ma gli azzurri ci hanno messo del loro per dare coraggio ad un avversario inferiore sul piano tecnico ma più forte su quello fisico. Ed è su quest’ultimo binario che gli svedesi sono riusciti ad incanalare la gara. Domani a Milano ci sarà l’ultima prova d’appello, fallirla sarebbe un disastro economico e d’immagine per il calcio italiano.

Ct nel mirino. Non sono tanti quelli schierati col selezionatore che trova, invece, sponde in Sardegna, dove ha lavorato vent’anni fa guidando il Cagliari. «Intanto il risultato è ingiusto - sottolinea Marco Sanna che con Ventura in panchina ha conquistato la promozione in serie A -. È vero che gli azzurri non sono stati brillanti ma loro hanno vinto con un mezzo tiro in porta. In Italia mettere sotto accusa gli allenatori è uno sport diffuso. Tutti sul carro del vincitore quando va bene, tutti giù se va male». Sulla stessa lunghezza d’onda Bernardo Mereu, tecnico dell’Olbia. «Il nostro errore è stato quello di accettare la battaglia sul piano fisico. Al posto di Ventura avrei schierato un trequartista, un giocatore rapido che li avrebbe messi in difficoltà. Le critiche che ho sentito mi sembrano esagerate perchè nulla è compromesso». Più articolata l’analisi di Virgilio Perra, ex mister di Nuorese e Casale. «Parlare col senno di poi è troppo facile. Non mi sembra che la nostra Nazionale sia una squadra di fenomeni. Il ct ha sbagliato a puntare su Belotti e Immobile che non stavano bene, servivano giocatori più rapidi. Sono d’accordo che Verratti deve dare molto di più, ma al Psg gioca in modo diverso, in un centrocampo a tre. Non riesce ad esprimersi agli stessi livelli».

Ottimismo. Nonostante lo 0-1 di Stoccolma, i tre tecnici interpellati sono certi che l’Italia riuscirà a ribaltare il risultato e otterrà il pass per Russia 2018. «A Milano la musica sarà diversa - dice sicuro Bernardo Mereu -. Nelle partite che contano solitamente non falliamo. Dobbiamo sfruttare la superiorità tecnica, far girare la palla velocemente, andare a prenderli più alti. Loro punteranno ancora tutto sui palloni lunghi. Sono certo che passiamo noi». Non fa troppi giri di parole Virgilio Perra. «Abbiamo il cinquanta per cento di possibilità a patto che si giochi a calcio. Credo che Insigne e Jorginho giocheranno dall’inizio e cambierà anche il modulo. Se dovesse andare male e mi auguro che non succeda, può essere l’occasione per rilanciare il nostro calcio. In questa fase non mi sembra che la Federazione abbia grandi idee». Marco Sanna è il più ottimista di tutti. L’ex centrocampista del Cagliari è legato a Ventura. «Intanto oggi tutti si riempiono la bocca col 3-5-2, modulo che noi del Cagliari applicavamo sul campo vent’anni fa. Il risultato è recuperabile, l’importante e non aspettarli ma attaccarli nella loro metà campo. La Svezia fa fatica a far girare il pallone ha una sola arma, i lanci lunghi per gli attaccanti che sono due giganti. Se l’Italia sblocca la partita nel primo tempo peso che possa vincere con un risultato largo. Non siamo una squadra di fenomeni ma certi giudizi di oggi sono figli dell’emozione del momento e secondo me esagerati”.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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