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Il basket piange il fischietto Mattioli

Il basket piange il fischietto Mattioli

Minuto di silenzio su tutti i campi per l’arbitro “dal volto umano”

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SASSARI. Una vita con il fischetto in bocca, a guadagnarsi il rispetto di tutto l’ambiente della palla a spicchi fischio dopo fischio, sorriso dopo sorriso. Il mondo della pallacanestro è in lutto per la morte improvvisa di Gianluca Mattioli, che si è spento a Murcia nell’ospedale in cui era stato ricoverato d’urgenza poche ore prima di una partita che avrebbe dovuto dirigere. L’arbitro “dal volto umano” doveva ancora compiere 50 anni e nella sua trentennale carriera aveva diretto poco meno di 700 partite. Ieri sulla rete sono comparsi messaggi di cordoglio, non di circostanza, firmati da molti dei protagonisti che Mattioli incrociava ogni settimana. Da Gigi Datome («il suo contagioso sorriso e la sua competenza mancheranno tremendamente al movimento», ha scritto) a tantissimi giocatori di serie A, passando per la stella Nba Danilo Gallinari. L’Eurolega ieri ha fatto osservare un minuto di silenzio prima delle gare e lo stesso farà la serie A durante il weekend, mentre gli arbitri giocheranno col lutto sulla divisa. Nella sua carriera Mattioli aveva incrociato tantissime volte la Dinamo, l’ultima un mese fa a Bologna. Tra l’altro era stato primo arbitro in gara7 della storica semifinale contro Milano, l’anno dello scudetto sassarese. (a.si.)

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