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Una Dinamo perfetta si scatena a Masnago

di Andrea Sini
Una Dinamo perfetta si scatena a Masnago

I sassaresi stendono Varese (+21) e si lasciano alle spalle la crisi

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INVIATO A VARESE. Dalle secche di Capo d’Orlando alla piena di Varese: tutto in sette giorni, tutto in 40 minuti, con in mezzo la vittoria contro l’Hapoel e parecchio fiele ingoiato e finalmente trasformato in energia. Energia pura, per la Dinamo, che dopo avere battuto un colpo mercoledì in Champions, si scatena a Masnago riversando tutta la sua voglia di riscatto sulla Openjobmetis, piallata per 61-82.

Il cambio di passo. Un campo che porta bene, certo, perché qui i sassaresi dal 2013 in poi hanno sempre vinto. Ma dietro la netta e indiscutibile vittoria portata a casa da Polonara e compagni c’è una crescita evidente che riguarda sia la condizione fisica che quella mentale. La squadra di Caja, che veniva da tre grandi prestazioni interne, si è trovata di fronte un Banco di Sardegna determinato sin dalla palla a due e in condizioni fisiche smaglianti. Tutto il contrario di quanto visto nelle terribili settimane scorse, che al Banco erano costate 4 sconfitte consecutive e avevano portato Pasquini alle dimissioni. La risposta del gruppo è arrivata immediatamente e anche le parole del dopogara confermano che la nave ha cambiato direzione.

Difesa&testa. Quaranta minuti in vantaggio, con una difesa a tratti eccezionale che ha consentito ai biancoblù di tenere sempre il match in pugno, anche nei momenti in cui l’attacco ha avuto qualche passaggio a vuoto. Come già contro l’Hapoel, ma in maniera decisamente più netta, la Dinamo ha fatto tesoro del grande sacrificio fatto in avvio di gara e soprattutto nel secondo tempo (appena 23 punti concessi negli ultimi 20’ di gara). Dall’altra parte l’attacco si è regolato di conseguenza, colpendo sia dall’arco (12/28, con Hatcher, Polonara e Bamforth protagonisti) che da sotto (19/28 da 2, 68%, con 30 punti su 82 segnati dall’area). Il Banco, che ha mandato a referto 9 uomini, ha vinto la sfida a rimbalzo (37-31), ha limitato il numero di palle perse (11, con 5 recuperi) e se si vuole trovare il pelo nell’uovo ha concesso troppi secondi tiri (13 rimbalzi in attacco per Varese. Ma per il resto ha sempre fatto le cose giuste al momento giusto, come testimoniato anche dalla differenza abissale nella valutazione di squadra: 107-51.

Il futuro sorride. Ora il campionato va in “letargo” per due settimane. La squadra di Pasquini arriva alla sosta con il morale a mille e una situazione completamente ribaltata rispetto a una settimana fa. La vittoria di ieri, che pesa anche in chiave Final Eight, permette ai biancoblù di respirare e – in attesa del rientro di Stipcevic – di preparare al meglio il tour de force di dicembre. Dopo il buio pesto di domenica scorsa, però, il cielo oggi ha tutto un altro colore.

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