Lopez: «Il segreto? Abbiamo ritrovato la fiducia»
di Enrico Gaviano
Dal Benevento all’Inter, la rivoluzione in un mese: «Squadra in crescita, sabato c’è stata la conferma»
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CAGLIARI. Con l’orgoglio e la grinta, ma anche con la “testa”. Il nuovo Cagliari targato Lopez ha cambiato marcia rispetto a quello ormai stanco e sfiduciato di Rastelli. E non solo per l’impietoso confronto dei numeri che va comunque ricordato: con Rastelli 6 punti in 8 gare, con ll nuovo allenatore 9 punti in 6 partite. Ma anche per l’atteggiamento della squadra e la sua evoluzione tattica. Il segreto non è il mate, la bevanda tipica del sud america, come ha chiesto qualcuno ironicamente in sala stampa. «No – ha risposto con un sorriso il tecnico uruguaiano – non do il mate ai giocatori, ma sicuramente la squadra è in crescita e la prestazione con l’Inter lo conferma, siamo sulla strada giusta».
E’ vero che dal 25 ottobre al 25 novembre, il mese trascorso dalla partita con il Benevento affrontata con tanta preoccupazione a quella contro l’Inter, giocata in maniera spavalda, sembrano passati anni luce dal punto di vista calcistico in casa rossoblù. «Beh, mi sembra che la squadra abbia davvero un altro spirito – conferma Lopez –. Ricordo bene come il Cagliari contro il Benevento fosse preoccupato e facesse fatica a giocare. Mancava la fiducia, evidentemente. Ora le cose sono cambiate».
Il segreto? Intanto il fatto che il cambiamento tattico, dal 4-3-1-2 di Rastelli al 3-5-2 di Lopez, ha consentito un utilizzo più “logico” delle forze a disposizione. Rastelli del resto non abbandonava quello schema perché era stato premiato nell’anno della promozione e nella stagione della salvezza. Lopez ha ora tre difensori di ruolo e i cinque di centrocampo che rendono la vita difficile a chiunque, compresa l’Inter. Tanto che Spalletti ha dovuto rinforzare la cerniera centrale per uscire dall’impasse. «Abbiamo giocato nel modo migliore possibile – conferma Lopez –, perché a centrocampo pressando e non facendo respirare i loro portatori di palla e sfruttando i quinti (i due esterni Faragò e Padoin, ndr) abbiamo creato gioco e occasioni. Credo che sia l’atteggiamento giusto, sopratutto con le formazioni forti. Se le aspetti ti fanno gol, se le attacchi puoi giocartela alla pari».
Qualcuno in sala stampa gli ha chiesto se a gennaio serviranno rinforzi. Lui ha replicato. «No – ha detto – penso proprio di no. Ho giocatori che stanno facendo bene e che stanno crescendo nella convinzione dei propri mezzi. Contro l’Inter ci è mancato il gol quando loro erano in difficoltà. Contro qualsiasi altro avversario avremmo vinto. Dunque, va bene così».
E’ vero che dal 25 ottobre al 25 novembre, il mese trascorso dalla partita con il Benevento affrontata con tanta preoccupazione a quella contro l’Inter, giocata in maniera spavalda, sembrano passati anni luce dal punto di vista calcistico in casa rossoblù. «Beh, mi sembra che la squadra abbia davvero un altro spirito – conferma Lopez –. Ricordo bene come il Cagliari contro il Benevento fosse preoccupato e facesse fatica a giocare. Mancava la fiducia, evidentemente. Ora le cose sono cambiate».
Il segreto? Intanto il fatto che il cambiamento tattico, dal 4-3-1-2 di Rastelli al 3-5-2 di Lopez, ha consentito un utilizzo più “logico” delle forze a disposizione. Rastelli del resto non abbandonava quello schema perché era stato premiato nell’anno della promozione e nella stagione della salvezza. Lopez ha ora tre difensori di ruolo e i cinque di centrocampo che rendono la vita difficile a chiunque, compresa l’Inter. Tanto che Spalletti ha dovuto rinforzare la cerniera centrale per uscire dall’impasse. «Abbiamo giocato nel modo migliore possibile – conferma Lopez –, perché a centrocampo pressando e non facendo respirare i loro portatori di palla e sfruttando i quinti (i due esterni Faragò e Padoin, ndr) abbiamo creato gioco e occasioni. Credo che sia l’atteggiamento giusto, sopratutto con le formazioni forti. Se le aspetti ti fanno gol, se le attacchi puoi giocartela alla pari».
Qualcuno in sala stampa gli ha chiesto se a gennaio serviranno rinforzi. Lui ha replicato. «No – ha detto – penso proprio di no. Ho giocatori che stanno facendo bene e che stanno crescendo nella convinzione dei propri mezzi. Contro l’Inter ci è mancato il gol quando loro erano in difficoltà. Contro qualsiasi altro avversario avremmo vinto. Dunque, va bene così».
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