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Sensori biometrici sui giocatori l’Eurolega guarda al futuro

Sensori biometrici sui giocatori l’Eurolega guarda al futuro

SASSARI. Sensori biometrici per rilevare le emozioni dei giocatori, il livello di fatica; finestre sullo schermo attraverso le quali ripercorrere in tempo reale i movimenti in campo, con statistiche...

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SASSARI. Sensori biometrici per rilevare le emozioni dei giocatori, il livello di fatica; finestre sullo schermo attraverso le quali ripercorrere in tempo reale i movimenti in campo, con statistiche personalizzate e informazioni aggiornate su tutto quello che avviene sul parquet. La frontiere del giocatore del domani è molto più vicina di quanto possa sembrare. Negli Stati Uniti diversi broadcast (soprattutto Espn) stanno per far partire una serie di progetti che hanno l’obiettivo di “svecchiare” il modo in cui lo sport viene trasmesso (che alcuni degli innovatori più “aggressivi” considerano fermo da tre decenni). Non solo telecamere di ultima generazione in ogni angolo dei palasport, non solo microfoni e cimici disseminate a bordo campo e nei pressi delle panchine.

Ma la vera sorpresa sta nel fatto che anche nel Vecchio continente si parla insistentemente di nuove tecnologie abbinate alla pallacanestro.

A fare da capofila c’è l’Euroleague del deus ex machina Jordi Bertomeu, che è pronta a far partire una fase di sperimentazione che ha l’obiettivo di testare una serie di programmi interattivi sugli attori protagonisti, ovvero i giocatori.

Attraverso un complesso sistema di riconoscimento biometrico (che identifica le caratteristiche degli individui e li confronta con i dati già presenti nel database) sarà possibile percepire visivamente, mediante l’utilizzo di sensori di vario colore, il livello di fatica di un giocatore in qualsiasi momento della partita. Oppure – ad esempio – il livello di stress emotivo che un cestista prova mentre va in lunetta per tirare un tiro libero.

Per fare tutto ciò, naturalmente, sarà necessario arrivare a un accordo con i club e soprattutto con i giocatori, che dovrebbero “indossare” sensori di ultima generazione. Il tutto, poi, con un quesito di fondo: gli appassionati resteranno interessati all’essenza del gioco o si convertiranno a questa specie di cinema? A.Si.

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