Pasquini sprona la Dinamo: «È il momento di ripartire»
Serie A di basket. Il coach della squadra sassarese non si fida dell’Happy Brindisi «Domani sarà una partita difficile ma noi abbiamo le potenzialità per vincere»
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SASSARI. Federico Pasquini, coach della Dinamo Banco di Sardegna, mette subito al centro del mirino l'Happy Casa Brindisi, prossimo avversario in campionato: «Domani affronteremo una squadra che nelle ultime gare vinte contro Avellino e Bologna e anche nella sconfitta di Pesaro ha difeso bene sfruttando la zona e corso in contropiede. Proprio per questo noi dovremo essere bravi ad attaccare la zona e stoppare la loro transizione, limitando la loro grande capacità di correre e di colpire in situazioni ad alta velocità. Brindisi punterà a dettare il suo ritmo, noi dovremo cercarne un altro».
Quello pugliese è un organico ancora in divenire, ma in crescita: «Hanno cambiato tanto con Moore al posto di Barber e Donta Smith, al debutto, al posto di Randle. Randle era giocatore che dava maggiore presenza - spiega il tecnico e general manager ferrarese -. Smith in Israele ha giocato soprattutto da numero tre, elemento di qualità. Li immagino ancora più perimetrali. Nel roster brindisino ci sono poi lunghi in crescita e giocatori interessanti come Cardillo, Donzelli e soprattutto Giuri, pedine italiane importanti». Rok Stipcevic? «Lo valutiamo giorno dopo giorno per avere un’idea più precisa. Se sarà ok lo faremo giocare, altrimenti non rischieremo».
Si torna a giocare in campionato dopo lo spazio Nazionali. Quale lo stato dei nazionali biancoblù? «Li ho trovati bene, per loro è stata senza dubbio un'esperienza gratificante - dice Pasquini -. Dal punto di vista fisico Bamforth è quello che ha subito di più, lo abbiamo tenuto fermo martedì e mercoledì. Pierre è quello che ha fatto più chilometri, ma è anche il più giovane. Polonara e Planinic erano abbastanza a posto».
Il doppio impegno campionato-coppa, centinaia di chilometri da mettere su ali, gomme e gambe per un dicembre ad alta intensità: «Non dobbiamo pensarci, quando partecipi ad una coppa funziona così. La trasferta più scomoda è quella in Russia, la affronteremo e affronteremo l'Enisey. Dovremo essere bravi a ripartire da quanto fatto due settimane fa, consapevoli che eravamo in ascesa ma ancora non al 100% - chiude Pasquini -. Dovremo ripartire dal buono fatto a Varese».
Giovanni Dessole
Quello pugliese è un organico ancora in divenire, ma in crescita: «Hanno cambiato tanto con Moore al posto di Barber e Donta Smith, al debutto, al posto di Randle. Randle era giocatore che dava maggiore presenza - spiega il tecnico e general manager ferrarese -. Smith in Israele ha giocato soprattutto da numero tre, elemento di qualità. Li immagino ancora più perimetrali. Nel roster brindisino ci sono poi lunghi in crescita e giocatori interessanti come Cardillo, Donzelli e soprattutto Giuri, pedine italiane importanti». Rok Stipcevic? «Lo valutiamo giorno dopo giorno per avere un’idea più precisa. Se sarà ok lo faremo giocare, altrimenti non rischieremo».
Si torna a giocare in campionato dopo lo spazio Nazionali. Quale lo stato dei nazionali biancoblù? «Li ho trovati bene, per loro è stata senza dubbio un'esperienza gratificante - dice Pasquini -. Dal punto di vista fisico Bamforth è quello che ha subito di più, lo abbiamo tenuto fermo martedì e mercoledì. Pierre è quello che ha fatto più chilometri, ma è anche il più giovane. Polonara e Planinic erano abbastanza a posto».
Il doppio impegno campionato-coppa, centinaia di chilometri da mettere su ali, gomme e gambe per un dicembre ad alta intensità: «Non dobbiamo pensarci, quando partecipi ad una coppa funziona così. La trasferta più scomoda è quella in Russia, la affronteremo e affronteremo l'Enisey. Dovremo essere bravi a ripartire da quanto fatto due settimane fa, consapevoli che eravamo in ascesa ma ancora non al 100% - chiude Pasquini -. Dovremo ripartire dal buono fatto a Varese».
Giovanni Dessole
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