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«Ora diventano tutte partite chiave»

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«Ora diventano tutte partite chiave»

Il centro Shawn Jones: «Gli acciacchi sono alle spalle, la sosta ci ha fatto bene»

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KRASNOYARSK (RUSSIA). «Avevamo voglia di giocare e soprattutto di fare bene. Ora si apre una fase nuova, in cui ogni partita diventerà per noi un incontro-chiave».

Sulla scaletta del volo Roma-Mosca, seconda tappa del lunghissimo viaggio verso la Siberia, Shawn Jones traccia una riga sotto la bella vittoria di domenica sera contro Brindisi e inizia a pensare alla gara di domani contro l’Enisey Krasnoyarsk, che da sola vale una fetta di qualificazione. «Siamo tornati in corsa su tutti i fronti – dice il centro americano con passaporto kosovaro –. La partita che giocheremo in Siberia mette in palio punti importanti e, al di là delle difficoltà del viaggio, servirà una prestazione di alto livello. La tripla trasferta? Staremo fuori più di una settimana, ma soprattutto affronteremo squadre di buon livello e queste sfide esterne possono significare molto per il nostro futuro. Però in questo momento ha senso soltanto pensare al prossimo impegno, a Krasnoyarsk».

Di sicuro la Dinamo arriva a questo appuntamento nelle migliori condizioni. Al di là dei dubbi sul rientro di Stipcevic, la squadra di Pasquini è uscita dai box con il motore a pieni giri dopo due settimane di sosta. «Sì – conferma il lungo nato a Miami nel 1992 –, volevamo avere subito un approccio forte, siamo entrati in campo molto aggressivi e abbiamo messo sotto i nostri avversari. Onestamente non so dove stia il confine tra la nostra grande partita e la loro serata storta. Mi piace pensare che la nostra difesa molto solida abbia fatto la differenza. Il primo quarto è stato eccezionale, ma secondo me siamo stati molto bravi anche a gestire i periodi successivi e a ricacciare indietro Brindisi tutte le volte che ha provato a rifarsi sotto. Questo è molto importante, perché evidenzia anche una crescita a livello mentale».

C’è poi la crescita a livello fisico, che non è meno importante. La sosta ha fatto bene. «Avrei certamente preferito giocare in nazionale – dice Jones, che è compagno di squadra di Bamforth anche con la selezione del Kosovo –, perché è sempre bello competere a livello internazionale. Ma avevo un problemino che mi trascinavo da un po’, dovevo assolutamente fermarmi per recuperare e poi lavorare duro in allenamento per ritrovare un po’ di condizione. Tutto il gruppo ha risposto molto bene dopo questa sosta, anche chi aveva speso molte energie per i viaggi e le partite con le nazionali. Il periodo no è alle spalle, ci siamo messi sotto con impegno per uscirne ma bisogna lavorare quotidianamente per migliorare». (a.si.)

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