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Una Dinamo glaciale fa il colpo in Siberia

di Andrea Sini
Una Dinamo glaciale fa il colpo in Siberia

I sassaresi vincono meritatamente a Krasnoyarsk per 75-65

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INVIATO A KRASNOYARSK (RUSSIA. Compilata, affrancata, spedita ieri e già arrivata. Sopra c’è scritto “saluti dalla Siberia”. Eccola la cartolina da Krasnoyarsk, firmata dalla Dinamo, tanto attesa e talmente rara che in tanti neppure ci speravano. Perché da queste parti è raro che gli ospiti non ci lasciano le penne. Non la squadra di Federico Pasquini, che passa a vele spiegate sul parquet dell’Arena Sever con un convincente 65-75 e torna dalla trasferta più lunga della sua storia con in tasca un successo importantissimo.

La classifica sorride. La Campagna di Russia frutta ai sassaresi punti pesanti nella Champions League, che al termine del girone d’andata li vede al quarto posto (a pari merito con Murcia, ma 1-0 negli scontri diretti), l’ultimo utile per accedere agli ottavi di finale. Ora c’è da affrontare il viaggio di ritorno, certo, con le 6 ore di fuso orario da smaltire e con all’orizzonte la sfida di sabato, in casa della capolista imbattuta, la Leonessa Brescia. Ma dopo un filotto di quattro vittorie, due in campionato e due in coppa, la seconda parte di questa trasferta infinita (la terza tappa sarà in Turchia) può essere affrontata con lo spirito dei giorni migliori.

Una grande vittoria. Tanti minuti di eccellente difesa, soprattutto con la zona, un attacco fluido, paziente e ricco di soluzioni. Con la differenza vera fatta dallo spirito con il quale la squadra è scesa in campo. Il colpaccio della Dinamo in Siberia poggia su queste basi solidissime. Lo strepitoso avvio (super break iniziale di 16-0 e successivo allungo sino al +18, 4-22) ha dato enorme convinzione ai sassaresi, bravi a gestire e respingere il ritorno quasi immediato (27-29) degli uomini di coach Oleg Okulov. Ogni volta che Pasquini ha riproposto il quintetto di partenza (Hatcher, Bamforth, Pierre, Polonara, Jones) la Dinamo ha sempre cambiato passo, gestendo benissimo grazie alla difesa anche i momenti di magra in attacco, in particolare i primi 5’ dell’ultimo quarto. Poi un indemoniato Pierre e un concentratissimo Bamforth hanno preso per mano la squadra. L’enorme differenza nella valutazione di squadra 83 il Banco, 53 l’Enisey) certifica la bontà di una prestazione che ha permesso a Devecchi e compagni di restare avanti per 40 minuti, dominando a rimbalzo (43-34) e in quasi tutte le altre voci statistiche.

La partita. La partenza dei sassaresi è la fotocopia di quella di domenica contro Brindisi. La difesa a zona ha i tempi giusti e i russi non vedono il canestro per qualcosa come 5’33”. La Dinamo manda tutti a referto e si ritrova avanti 16-0. Le due triple dall’angolo di Pierre (4-22) chiudono la vendemmia sassarese. Quando inizia la partita vera (15-26 alla prima sirena, 27-29 al 14’) il Banco è altrettanto pronto. La difesa riparte, Pierre e Planinic e segnano punti importanti: Sassari accelera, 27-34, poi 34-42 a metà gara. Dopo l’intervallo Pasquini riparte dal quintetto iniziale e dalla zona: la Dinamo trova subito un break di 10-4 e con le giocate di Jones e Hatcher vola di nuovo a +16 (38-54 al 25’. Appena i sassaresi concedono qualcosa l’Enisey si rifà sotto con Lyutich ed Ellis (44-54), ma la partita resta sotto il controllo del Banco, che spreca qualcosa in attacco dall’arco ma arriva alla terza sirena sul 48-60. Nell’ultimo quarto il punteggio si blocca a lungo sul 51-60, Planinic e Jones commettono il quarto fallo e i russi si fregano le mani: invece il Banco stringe i denti in difesa e in attacco si affida ai suoi uomini più in palla, Bamforh e Pierre (58-69), con Hatcher che infila alla sua maniera i canestri della sicurezza. Saluti e baci dalla Siberia: la firma è della Dinamo. Una gran bella Dinamo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA



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