«Avevo studiato come calcia Perotti»
Alessio Cragno racconta la prodezza sul rigore parato allo specialista argentino
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CAGLIARI. Ha interrotto le magie dal dischetto di Perotti. Uno specialista, mica da ridere: «In allenamento con Allison e gli altri, che lo conoscono a memoria, è implacabile: bravo Cragno ma Diego è e rimane il nostro rigorista numero uno», le parole di Eusebio di Francesco.
Per Alessio Cragno post partita interessante. Ma non per questo meno amaro: «Compatti, senza concedere occasioni alla Roma, una gara che deve servirci per il futuro. Eravamo riusciti a portar via un punto, all'ultima occasione siamo stati sfortunati con un po' di rimpalli a loro favorevoli».
È l'analisi del portiere che all'Olimpico non doveva giocare. Tra lui, problema al flessore, e Rafael, botta alla tibia, Lopez aveva lasciato intendere di preferire il brasiliano. Nella rifinitura il ribaltone. Con l'ex Benevento che si ritrova titolare. In campo con De Rossi e soci le cose vanno in altalena. Cragno mette giù Dezko col braccio. Ma il Var porta indietro Damato: penalty. L'argentino parte, Alessio fa la sfinge, va dalla parte giusta. «Il primo che para un rigore a Perotti merita un monumento», ha detto di recente Sorrentino, uno che se ne intende.
In breve, la muraglia del Cagliari cresce. E lo si era visto contro la Sampdoria. Cragno è l'unico portiere in A ad aver parato due rigori in stagione: il primo, a Matri. E Perotti ha uno score elevato: 13 su 14, ma solo per aver colpito il palo. «Il rigore? Dovevo stare fermo fino all'ultimo e trovare il suo lato. Con il preparatore Dei, che ringrazio, abbiamo lavorato duro in settimana. Ci sono riuscito, ma non è servito. Il contatto con Dzeko? C'è stato, non so se lui ha cercato me o l'opposto. Ho cercato di evitarlo, è stato un rigore dubbio, che hanno concesso alla Roma. Diciamo che col Var non siamo stati fortunati».
Mario Frongia
Per Alessio Cragno post partita interessante. Ma non per questo meno amaro: «Compatti, senza concedere occasioni alla Roma, una gara che deve servirci per il futuro. Eravamo riusciti a portar via un punto, all'ultima occasione siamo stati sfortunati con un po' di rimpalli a loro favorevoli».
È l'analisi del portiere che all'Olimpico non doveva giocare. Tra lui, problema al flessore, e Rafael, botta alla tibia, Lopez aveva lasciato intendere di preferire il brasiliano. Nella rifinitura il ribaltone. Con l'ex Benevento che si ritrova titolare. In campo con De Rossi e soci le cose vanno in altalena. Cragno mette giù Dezko col braccio. Ma il Var porta indietro Damato: penalty. L'argentino parte, Alessio fa la sfinge, va dalla parte giusta. «Il primo che para un rigore a Perotti merita un monumento», ha detto di recente Sorrentino, uno che se ne intende.
In breve, la muraglia del Cagliari cresce. E lo si era visto contro la Sampdoria. Cragno è l'unico portiere in A ad aver parato due rigori in stagione: il primo, a Matri. E Perotti ha uno score elevato: 13 su 14, ma solo per aver colpito il palo. «Il rigore? Dovevo stare fermo fino all'ultimo e trovare il suo lato. Con il preparatore Dei, che ringrazio, abbiamo lavorato duro in settimana. Ci sono riuscito, ma non è servito. Il contatto con Dzeko? C'è stato, non so se lui ha cercato me o l'opposto. Ho cercato di evitarlo, è stato un rigore dubbio, che hanno concesso alla Roma. Diciamo che col Var non siamo stati fortunati».
Mario Frongia
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