L’Olbia ritrova il successo: Monza ko
Ragatzu e Ogunseye regalano i 3 punti alla squadra gallurese dopo un’astinenza che durava da oltre un mese
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OLBIA. La premiata ditta Ragatzu-Ogunseye mette sotto l’albero di Natale i tre punti per l’Olbia nell’ultima partita al “Nespoli” prima delle feste. Se loro guidano la slitta, a fare la differenza, però, è stato il custode della porta, Simone Aresti, decisivo in pieno recupero quando para su un giocatore del Monza che tira a botta sicura. Il regalo è un 2-1 sul Monza, che consente all’Olbia di chiudere il girone d’andata a quota 27 punti, tanta roba, oltre a concludere un’astinenza da vittoria che durava dallo scorso 3 novembre e che inchiodava i bianchi a un misero punticino nelle ultime cinque partite.
Il marchio di fabbrica della premiata ditta è un classico: colpo di testa di Ogunseye, che al 10’ del primo tempo prende l’ascensore e insacca su cross di Biancu. Punizione chirurgica all’incrocio di Ragatzu all’8’ del secondo tempo, con il 2-0 che sembra chiudere la gara. Ma prima di stappare lo spumante e aprire i regali, l’Olbia ha dovuto sudare le classiche sette camicie, un po’ per oggettiva mancanza di ricambi a centrocampo, dove Piredda e Biancu (assist a parte) non hanno vissuto certo la loro miglior giornata; un po’ perché il Monza, squadra giovane e “di gamba”, ha trovato al 27’ della ripresa il rigore di D’Errico, accorciando le distanze e mettendo pressione sulle fragili certezze dei ragazzi di Bernardo Mereu, ancora alle prese con l’incubo di sconfitte arrivate sul filo di lana o dopo aver dominato le partite. Così Aresti si è travestito da Babbo Natale, usando prima le ali di riserva per intercettare dopo pochi minuti il colpo di testa sotto la traversa di Perini, per poi diventare Superman davanti al tiro a botta sicura del subentrato Cogliati quando ormai si pensa alla doccia calda negli spogliatoi. Tre punti sofferti ma meritati, quello che ci voleva sia per la matematica che per il morale. Pronti via e l’Olbia scende in campo con la squadra annunciata. Centrocampo imposto dall’infermeria, con Feola in tribuna e Murgia con poca autonomia. Biancu fa il trequartista solo di nome, di fatto fa il mediano alto in pressione sui portatori di palla brianzoli. I gol di Ogunseye e Ragatzu sembrano indirizzare la gara, fino al rigore del Monza che cambia per 20 minuti di tensione l’ambiente da feste anticipate. Da lì inizia una piccola “Saigon” in chiave calcistica, con la metà campo dei bianchi terra di conquista per l’assalto finale dei lombardi. Palloni alti, pressing e cross, i pericoli per l’Olbia arrivano soprattutto dal cielo e, a parte lo svarione che rischia di provocare la frittata, i due centrali Dametto e Iotti tengono bene, con Pisano e Cotali attenti sulle corsie laterali. Così l’Olbia può guardare con ottimismo alla prossima trasferta di Pisa, che aprirà il girono di ritorno. Sapendo di poter contare sulla premiata ditta del gol: Ragatzu con dieci e Ogunseye con sei. se va avanti così sarà necessario farsi regalare un pallottoliere. Con quei due è sempre Natale.
Giandomenico Mele
Il marchio di fabbrica della premiata ditta è un classico: colpo di testa di Ogunseye, che al 10’ del primo tempo prende l’ascensore e insacca su cross di Biancu. Punizione chirurgica all’incrocio di Ragatzu all’8’ del secondo tempo, con il 2-0 che sembra chiudere la gara. Ma prima di stappare lo spumante e aprire i regali, l’Olbia ha dovuto sudare le classiche sette camicie, un po’ per oggettiva mancanza di ricambi a centrocampo, dove Piredda e Biancu (assist a parte) non hanno vissuto certo la loro miglior giornata; un po’ perché il Monza, squadra giovane e “di gamba”, ha trovato al 27’ della ripresa il rigore di D’Errico, accorciando le distanze e mettendo pressione sulle fragili certezze dei ragazzi di Bernardo Mereu, ancora alle prese con l’incubo di sconfitte arrivate sul filo di lana o dopo aver dominato le partite. Così Aresti si è travestito da Babbo Natale, usando prima le ali di riserva per intercettare dopo pochi minuti il colpo di testa sotto la traversa di Perini, per poi diventare Superman davanti al tiro a botta sicura del subentrato Cogliati quando ormai si pensa alla doccia calda negli spogliatoi. Tre punti sofferti ma meritati, quello che ci voleva sia per la matematica che per il morale. Pronti via e l’Olbia scende in campo con la squadra annunciata. Centrocampo imposto dall’infermeria, con Feola in tribuna e Murgia con poca autonomia. Biancu fa il trequartista solo di nome, di fatto fa il mediano alto in pressione sui portatori di palla brianzoli. I gol di Ogunseye e Ragatzu sembrano indirizzare la gara, fino al rigore del Monza che cambia per 20 minuti di tensione l’ambiente da feste anticipate. Da lì inizia una piccola “Saigon” in chiave calcistica, con la metà campo dei bianchi terra di conquista per l’assalto finale dei lombardi. Palloni alti, pressing e cross, i pericoli per l’Olbia arrivano soprattutto dal cielo e, a parte lo svarione che rischia di provocare la frittata, i due centrali Dametto e Iotti tengono bene, con Pisano e Cotali attenti sulle corsie laterali. Così l’Olbia può guardare con ottimismo alla prossima trasferta di Pisa, che aprirà il girono di ritorno. Sapendo di poter contare sulla premiata ditta del gol: Ragatzu con dieci e Ogunseye con sei. se va avanti così sarà necessario farsi regalare un pallottoliere. Con quei due è sempre Natale.
Giandomenico Mele
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