Il Cagliari fa quadrato su Diego Lopez
di Roberto Muretto
Terza sconfitta nelle ultime cinque gare ma la società ha fiducia nell’allenatore. Operato alla mano Joao Pedro
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INVIATO A CAGLIARI. Troppo facile dire: se il campionato fosse finito ieri il Cagliari sarebbe salvo. Definire banale una riflessione del genere è quasi un eufemismo. Equivale a mettersi il prosciutto davanti agli occhi per non fare i conti con la realtà. I risultati di ieri hanno assottigliato il vantaggio dei rossoblù dalla zona retrocessione. Sono due i punti che separano la squadra di Lopez dal baratro. A proposito dell’allenatore, non corre il rischio di essere esonerato. Dovesse succedere, sarebbe un autogol da parte della società che non ha fatto pensieri in questa direzione.
Trend negativo. Le due sconfitte di fila hanno praticamente cancellato il margine di sicurezza che la squadra aveva costruito con l’arrivo del mister uruguaiano: nove punti in cinque gare. Poi sono cominciati i problemi e nelle ultime cinque partite sono arrivate tre sconfitte e due pareggi. Premesso che non bisogna fare drammi perchè la strada verso il traguardo è ancora lunga, la partita di venerdì ha mandato segnali preoccupanti sul piano del gioco, del carattere e dell’organizzazione. Tutto questo in un momento delicatissimo della stagione. Il Cagliari prima della sosta dovrà vedersela con Atalanta in trasferta e Juventus in casa. Sfide che non fanno dormire Lopez.
Nervosismo. Il tecnico esclude che la squadra abbia perso serenità. Ma vedere Barella che protesta in continuazione e Joao Pedro (ieri è stato operato alla mano sinistra per la frattura del terzo metacarpo) fare un gesto che non gli appartiene a gioco fermo (pestone a Chiesa e conseguente espulsione diretta), è un altro segnale poco incoraggiante. Vanno riordinate le idee e analizzate a fondo le cause della brutta prestazione con la Viola. Tra queste c’è la panchina corta.
Buone notizie. Il rientro di Cigarini rimetterà in sesto il centrocampo. L’ex Sampdoria è l’unico che dà razionalità alla manovra, con le qualità per fare il regista. Barella può essere adattato ma non si esprime al meglio in quella posizione. Schierare Andrea Cossu è stato un azzardo. Lopez ha ammesso da solo di aver sbagliato cambiando dopo 25’ la posizione del “piccoletto”, avanzandolo a fare la seconda punta. Cossu è una bandiera del Cagliari, merita rispetto per quello che ha fatto ma il peso degli anni si fa sentire. Il ritorno di Cigarini, che a Bergamo vorrà dimostrare che l’Atalanta ha sbagliato a lasciarlo partire, farà crescere la qualità del palleggio che l’altro ieri è stata abbastanza scadente.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Trend negativo. Le due sconfitte di fila hanno praticamente cancellato il margine di sicurezza che la squadra aveva costruito con l’arrivo del mister uruguaiano: nove punti in cinque gare. Poi sono cominciati i problemi e nelle ultime cinque partite sono arrivate tre sconfitte e due pareggi. Premesso che non bisogna fare drammi perchè la strada verso il traguardo è ancora lunga, la partita di venerdì ha mandato segnali preoccupanti sul piano del gioco, del carattere e dell’organizzazione. Tutto questo in un momento delicatissimo della stagione. Il Cagliari prima della sosta dovrà vedersela con Atalanta in trasferta e Juventus in casa. Sfide che non fanno dormire Lopez.
Nervosismo. Il tecnico esclude che la squadra abbia perso serenità. Ma vedere Barella che protesta in continuazione e Joao Pedro (ieri è stato operato alla mano sinistra per la frattura del terzo metacarpo) fare un gesto che non gli appartiene a gioco fermo (pestone a Chiesa e conseguente espulsione diretta), è un altro segnale poco incoraggiante. Vanno riordinate le idee e analizzate a fondo le cause della brutta prestazione con la Viola. Tra queste c’è la panchina corta.
Buone notizie. Il rientro di Cigarini rimetterà in sesto il centrocampo. L’ex Sampdoria è l’unico che dà razionalità alla manovra, con le qualità per fare il regista. Barella può essere adattato ma non si esprime al meglio in quella posizione. Schierare Andrea Cossu è stato un azzardo. Lopez ha ammesso da solo di aver sbagliato cambiando dopo 25’ la posizione del “piccoletto”, avanzandolo a fare la seconda punta. Cossu è una bandiera del Cagliari, merita rispetto per quello che ha fatto ma il peso degli anni si fa sentire. Il ritorno di Cigarini, che a Bergamo vorrà dimostrare che l’Atalanta ha sbagliato a lasciarlo partire, farà crescere la qualità del palleggio che l’altro ieri è stata abbastanza scadente.
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