Alla Dinamo restano solo i complimenti
di Andrea Sini
Luna storta di alcuni giocatori chiave e arbitraggio balordo dietro il ko di Venezia. Ora tre gare casalinghe fondamentali
2 MINUTI DI LETTURA
INVIATO A VENEZIA. Più complimenti che critiche, più rabbia che delusione, più certezze che dubbi. Nel boxing day del basket italiano la Dinamo scarta pacchetti pieni di piccoli e grandi segnali positivi, ma alla fine la voce “punti” resta ferma alla gara precedente, quella vinta contro Pistoia.
Tutto al palazzetto. Il Natale in Laguna porta alla squadra di Federico Pasquini una sconfitta amara, che non compromette ma complica un tantino la corsa verso Firenze: a tre giornate dalla fine del girone d’andata, dalla cui graduatoria scaturirà la griglia della Final Eight di Coppa Italia (si gioca a Firenze dal 15 al 18 febbraio), il Banco resta con un piede dentro, ma la qualificazione è ancora tutta da conquistare. Uno sprint lungo tre settimane, che inizierà il 2 gennaio al palazzetto contro Avellino, proseguirà sempre in piazzale Segni il giorno dopo l’Epifania contro Trento, e culminerà con la trasferta di Pesaro del 14 gennaio. In mezzo, il 10, la sfida interna contro Murcia, assolutamente vitale per passare il turno di Champions League. In pratica, la Dinamo inaugurerà il 2018 con tre sfide interne consecutive che valgono una bella fetta degli obiettivi stagionali.
Tra rabbia e certezze. Alla Reyer Venezia mancavano due giocatori fondamentali come Bramos e Jenskins, ma la Dinamo aveva a mezzo servizio Pierre (ginocchio dolorante) e Stipcevic (non ancora in forma dopo l’infortunio), oltre a Hatcher e Polonara decisamente fuori fase. La pessima partenza dei sassaresi ha sorpreso un po’ tutti, ma dopo il 16-2 iniziale per l’Umana, il Banco ha lentamente risalito la china, rosicchiando punto su punto e presentandosi con la palla in mano all’ultimo possesso dell’overtime. Una prestazione di grande carattere e un dominio netto a rimbalzo (48-40, con addirittura 20 rimbalzi offensivi conquistati) hanno coperto l’enorme problema di una serata no al tiro. Bamforth e compagni hanno tirato con un pessimo 15% da 3 (3/20) e un altrettanto negativo 42% da 2, fallendo tra l’altro, proprio con la stella americana, un paio di triple aperte nell’ultimo minuto, che se andate a bersaglio avrebbero significato vittoria certa. C’è poi la questione dell’arbitraggio, classificabile come “luna storta” al pari della serata no al tiro. Di certo il peso specifico di alcune decisioni è stato enorme: restano dubbi sulla tripla annullata a Bamforth nel secondo quarto, in piena rimonta, sul gioco da 3 punti non convalidato a Pierre, sull’infrazione di 5” fischiata a Planinic e sulla difesa di De Nicolao su Bamforth sull’ultimissima palla. Nessun dubbio, invece, sulla rimessa contestata a 12” dalla fine: come le immagini dimostrano, l’ultimo a toccare la palla è stato il veneziano Haynes. Qua l’instant replay ha fallito clamorosamente. Altro che Var.
Tutto al palazzetto. Il Natale in Laguna porta alla squadra di Federico Pasquini una sconfitta amara, che non compromette ma complica un tantino la corsa verso Firenze: a tre giornate dalla fine del girone d’andata, dalla cui graduatoria scaturirà la griglia della Final Eight di Coppa Italia (si gioca a Firenze dal 15 al 18 febbraio), il Banco resta con un piede dentro, ma la qualificazione è ancora tutta da conquistare. Uno sprint lungo tre settimane, che inizierà il 2 gennaio al palazzetto contro Avellino, proseguirà sempre in piazzale Segni il giorno dopo l’Epifania contro Trento, e culminerà con la trasferta di Pesaro del 14 gennaio. In mezzo, il 10, la sfida interna contro Murcia, assolutamente vitale per passare il turno di Champions League. In pratica, la Dinamo inaugurerà il 2018 con tre sfide interne consecutive che valgono una bella fetta degli obiettivi stagionali.
Tra rabbia e certezze. Alla Reyer Venezia mancavano due giocatori fondamentali come Bramos e Jenskins, ma la Dinamo aveva a mezzo servizio Pierre (ginocchio dolorante) e Stipcevic (non ancora in forma dopo l’infortunio), oltre a Hatcher e Polonara decisamente fuori fase. La pessima partenza dei sassaresi ha sorpreso un po’ tutti, ma dopo il 16-2 iniziale per l’Umana, il Banco ha lentamente risalito la china, rosicchiando punto su punto e presentandosi con la palla in mano all’ultimo possesso dell’overtime. Una prestazione di grande carattere e un dominio netto a rimbalzo (48-40, con addirittura 20 rimbalzi offensivi conquistati) hanno coperto l’enorme problema di una serata no al tiro. Bamforth e compagni hanno tirato con un pessimo 15% da 3 (3/20) e un altrettanto negativo 42% da 2, fallendo tra l’altro, proprio con la stella americana, un paio di triple aperte nell’ultimo minuto, che se andate a bersaglio avrebbero significato vittoria certa. C’è poi la questione dell’arbitraggio, classificabile come “luna storta” al pari della serata no al tiro. Di certo il peso specifico di alcune decisioni è stato enorme: restano dubbi sulla tripla annullata a Bamforth nel secondo quarto, in piena rimonta, sul gioco da 3 punti non convalidato a Pierre, sull’infrazione di 5” fischiata a Planinic e sulla difesa di De Nicolao su Bamforth sull’ultimissima palla. Nessun dubbio, invece, sulla rimessa contestata a 12” dalla fine: come le immagini dimostrano, l’ultimo a toccare la palla è stato il veneziano Haynes. Qua l’instant replay ha fallito clamorosamente. Altro che Var.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli La Nuova Sardegna per le tue notizie su Google

