Il Cagliari a caccia del dieci... e lode
di Roberto Muretto
Nove i successi dei sardi in 36 partite contro i quindici della Juventus. Angelo Domenghini è stato spesso determinante
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CAGLIARI. Se non negli ultimi anni la Juventus non ha mai avuto vita facile in Sardegna. Ha vinto meno della metà delle partite giocate in due stadi diversi: Amsicora e Sant’Elia (in ordine cronologico). Domani sarà la prima volta alla “Sardegna Arena” per i campioni d’Italia. Sono 36 i confronti disputati nell’isola con quindici successi della Signora, dodici pareggi e nove vittorie per il Cagliari, l’ultima nel 2009 grazie alle reti segnate da Nenè e Matri. La prima con un “missile” del brasiliano, la seconda dopo che l’attaccante “ubriaca” con un dribbling il campione del mondo Fabio Cannavaro prima di depositare in fondo al sacco e fare infuriare Capello, all’epoca timoniere della formazione bianconera.
Il decollo. Sulla panchina rossoblù c’era Massimiliano Allegri, un allenatore emergente che stava lentamente facendosi spazio in un mondo complicato. Un campionato importante quello fatto dai rossoblù in quella stagione che ha aperto la strada al mister di Livorno, poi finito al Milan (dove ha vinto uno scudetto e una Supercoppa Italiana) prima di sbarcare a Torino e ottenere grandi risultati, tre scudetti consecutivi (oltre a due finali, entrambe perse, in tre stagioni di Champions League), eguagliando Antonio Conte.
Tris. Le ultime tre partite contro il Cagliari hanno sempre visto la Juventus vincente. E in una di queste, stagione 2012-2013, i bianconeri hanno festeggiato il primo scudetto dell’era Conte. La partita è stata giocata al “Nereo Rocco” di Trieste per l’inagibilità del Sant’Elia. Il gol di Vucinic e l’autorete di Canini danno il via ai festeggiamenti della Signora, grazie anche alle notizie che arrivano dal “Meazza”, con l’Inter che batte il Milan nel derby. La stagione in cui i rossoblù sono retrocessi, la Juventus ha vinto in Sardegna per 3-1 (in panchina c’era Zeman), grazie ai gol realizzati da Tevez, Vidal e Llorente. Di Rossettini (di testa) il gol della bandiera. L’anno scorso tutto facile per i campioni d’Italia. Pratica risolta dalla doppietta di Gonzalo Higuain. Partita a senso unico (equilibrio solo nella fase iniziale), poi monologo dei bianconeri che dopo aver messo in cassaforte la gara, rallentano, evitando ai sardi una punizione più severa.
L’anno dello scudetto. Nella stagione che ha scritto la pagina più bella della storia del Cagliari, all’Amsicora finisce 1-1. Rossoblù in vantaggio con Angelo Domenghini, pareggio di Antonello Cuccureddu, che nel finale rimette le cose a posto. Una grande gioia per l’algherese e delusione per i tifosi sardi che chiamano il difensore “malu fizzu”. Il Cagliari si rifà la stagione successiva. Questa volta la Juventus torna a casa a mani vuote: finisce 2-1. Apre le marcature ancora Domenghini, poi arriva il pareggio di Roberto Bettega. La rete decisiva porta la firma di Bobo Gori, giocatore decisivo in più occasioni sia in questa stagione che in quella del tricolore, di cui ancora oggi si continua a parlare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Il decollo. Sulla panchina rossoblù c’era Massimiliano Allegri, un allenatore emergente che stava lentamente facendosi spazio in un mondo complicato. Un campionato importante quello fatto dai rossoblù in quella stagione che ha aperto la strada al mister di Livorno, poi finito al Milan (dove ha vinto uno scudetto e una Supercoppa Italiana) prima di sbarcare a Torino e ottenere grandi risultati, tre scudetti consecutivi (oltre a due finali, entrambe perse, in tre stagioni di Champions League), eguagliando Antonio Conte.
Tris. Le ultime tre partite contro il Cagliari hanno sempre visto la Juventus vincente. E in una di queste, stagione 2012-2013, i bianconeri hanno festeggiato il primo scudetto dell’era Conte. La partita è stata giocata al “Nereo Rocco” di Trieste per l’inagibilità del Sant’Elia. Il gol di Vucinic e l’autorete di Canini danno il via ai festeggiamenti della Signora, grazie anche alle notizie che arrivano dal “Meazza”, con l’Inter che batte il Milan nel derby. La stagione in cui i rossoblù sono retrocessi, la Juventus ha vinto in Sardegna per 3-1 (in panchina c’era Zeman), grazie ai gol realizzati da Tevez, Vidal e Llorente. Di Rossettini (di testa) il gol della bandiera. L’anno scorso tutto facile per i campioni d’Italia. Pratica risolta dalla doppietta di Gonzalo Higuain. Partita a senso unico (equilibrio solo nella fase iniziale), poi monologo dei bianconeri che dopo aver messo in cassaforte la gara, rallentano, evitando ai sardi una punizione più severa.
L’anno dello scudetto. Nella stagione che ha scritto la pagina più bella della storia del Cagliari, all’Amsicora finisce 1-1. Rossoblù in vantaggio con Angelo Domenghini, pareggio di Antonello Cuccureddu, che nel finale rimette le cose a posto. Una grande gioia per l’algherese e delusione per i tifosi sardi che chiamano il difensore “malu fizzu”. Il Cagliari si rifà la stagione successiva. Questa volta la Juventus torna a casa a mani vuote: finisce 2-1. Apre le marcature ancora Domenghini, poi arriva il pareggio di Roberto Bettega. La rete decisiva porta la firma di Bobo Gori, giocatore decisivo in più occasioni sia in questa stagione che in quella del tricolore, di cui ancora oggi si continua a parlare.
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