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La felicità di Spinola: «Arriveremo ai playoff»

La felicità di Spinola: «Arriveremo ai playoff»

E Andrea Chessa “cede” la paternità del primo gol a Mannoni: «È tutto suo, io ho solo sfiorato la palla»

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SASSARI. Non ci sono voci ghilarzesi nel dopo partita, i ragazzi giallorossi lasciano lo stadio velocemente, muti e cupi, mentre i commenti rossoblù non si fanno attendere e li portano in sala stampa Andrea Chessa e Lionel Spinola, autori delle due reti che hanno fissato il punteggio. Anzi no, perchè il difensore, al debutto casalingo con la maglia torresina, non ha toccato la palla nell'azione che ha sbloccato il risultato e spiega bene la dinamica del gol, da assegnare a Mannoni: «Non voglio rubarlo a Francesco, che ha realizzato su punizione. Il pallone ha rimbalzato sulla linea di porta, ingannando un po' tutti e finendo dentro. Io l'ho solo sfiorato». Un anno fa Chessa, in forza al Latte Dolce, aveva siglato nel derby un decisivo autogol a tempo scaduto, regalando alla Torres un insperato pareggio. Ora eccolo sulla sponda opposta. «Sono felice di essere qui – dice con un largo sorriso il ventiduenne sassarese – e far parte di una grande società, che merita il traguardo dei playoff. Faremo di tutto per ottenerlo, è il nostro obiettivo, possibile se metteremo in ogni partita la giusta cattiveria agonistica, perchè nel girone di ritorno i punti pesano di più».

Sulla gara c'è poco da raccontare: «E' stata difficile, il vento ha disturbato un po' il gioco, ma siamo stati bravi a restare sempre tranquilli e concentrati e a non subire gol. Abbiamo fatto quanto dovevamo, dopo due sconfitte bisognava tornare a vincere». Lionel Spinola ha entusiasmo e tanto da dire, iniziando dai problemi non ancora del tutto risolti all'occhio dopo l'infortunio di qualche settimana fa. «Pian piano sto recuperando, ma la lacrimazione è ancora continua e fastidiosa. Per il resto va tutto bene, mi piacciono la squadra e la città – afferma la punta di Buenos Aires con origini piemontesi – e la Torres può contare su un bel gruppo. Si può arrivare ai playoff, noi ci crediamo. Il gol? Ho calciato in modo teso e improvviso, sorprendendo il portiere. Per un attaccante è sempre importante segnare, spero che sia il primo di tanti altri e ho alcune dediche da fare: alla mia famiglia, a mia moglie Carla e a due amici arrivati apposta dall'Argentina per vedermi giocare. Hanno portato bene». Poi un pensiero a nonna Maria: «Lei è sempre con me, da lassù mi guarda e quando segno rivolgo sempre uno sguardo al cielo, per ricordarla».

Sandra Usai



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