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Saudade e voci di mercato per il trio brasileiro

La società rossoblù difende Joao Pedro, Farias e Rafael ma chiede a tutti un po’ più di continuità

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CAGLIARI. Cartoline da San Paolo, Ipatinga e Sorocaba. Le firme? Di Rafael, Joao Pedro e Farias. Un trio croce e delizie. Con la sosta di metà gennaio, l'immediato futuro di portiere, mezzala e trequartista del Cagliari si spalma su scenari e orizzonti differenti. Quello meno accertabile inquadra Diego Farias. Il numero 17 ha chiesto di essere ceduto. Magari il mal di pancia rientra. E oggi si riparte da Asseminello. Ma l'Atalanta di Gasperini, e anche la Samp, ci fa un pensierino. Nel frattempo, il club di Giulini mostra la contraerea: «Per noi Farias è un giocatore molto importante» dice Lopez. Insomma, un piccolo grande braccio di ferro. Capace di giocate da fuoriclasse come di altrettante pause ricche di inedia, il "falso nueve" rossoblù è a un bivio. Che scomoda professionalità, carriera e ambizioni. Ventotto anni da compiere il 10 maggio, in Italia dal 2008 con il Chievo, con 78 partite in A (11 nel Sassuolo, il resto con i Quattro mori) Farias deve scegliere. Anche perché il calcio moderno non tollera più le vie di mezzo: va bene il talento, ma in attacco e quando la palla ce l'hanno gli altri, si deve giocare da squadra. Con i rossoblù dal 2014, il brasileiro ha firmato 14 reti, una quest'anno, nella massima serie. Tra i cadetti, con il vittorioso gruppo dei record di Rastelli, ha dato il massimo: 14 gol e una marea di assist. Il discorso cambia di poco se si parla di Joao Pedro. Maglia 10 che è stata di Greatti, Brugnera, Marchetti e Zola, la mezzala con forti affinità offensive in A non ha ancora trovato il passo giusto. Certo, rimangono alcune fiammate: la perla è la sassata da 25 metri del 2-0 alla Spal a Ferrara. Ma per il resto, nonostante sia il bomber con cinque marcature alla pari con Pavoletti, il rendimento è stato altalenante. Lopez chiede a JP10 di più e con più continuità. Nella sciagurata sconfitta interna con la Fiorentina, il pestone a palla lontana su Chiesa - era in diffida e indossava la fascia da capitano - gli è costato quattro giornate di stop. Ne ha scontate due. Il Cagliari con l'avvocato Alberto Porzio ha presentato ricorso. La speranza è che il giudice sportivo possa levargliene almeno una. Il classe '92, con Neymar e Coutinho nella nazionale verdeoro ai mondiali Under 17, ha dalla sua le chance adatte a riprendere in mano la squadra.

Infine, Rafael. Nel trio che adora il basket e segue l'Nba, è la figura meno appariscente. Ma, per stare ai numeri, quella più affidabile. Dai tempi di Rastelli, pronto a coprire i momenti no e l'addio di Storari, a quelli attuali, con Cragno corazzato da tecnico e club (»Alessio è il titolare, i ragazzi lo sanno» ripete Lopez), il portiere para rigori (tre di fila: Paloschi, Thereaux e Pucciarelli) gioca e stringe i denti. (m.fr.)

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