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Claudia Pinna è fiduciosa: «Futuro in buone mani»

Claudia Pinna è fiduciosa: «Futuro in buone mani»

La pluriprimatista sarda del mezzofondo commenta l’annata andata in archivio: «Diverse le giovanissime che promettono buone cose. Io non ho fatto granchè»

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SASSARI. «In generale saltano subito all'occhio, guardando le graduatorie regionali 2017, i bei risultati delle nostre giovani atlete come la Kaddari, la Medda , Farci, Collu, Pitzalis. Per me invece è stato un anno in cui non son riuscita, per vari motivi, a fare granchè». Passati i quarant’anni, mantenendo intatto lo spirito di una ragazzina che deve ancora ottenere tanto dall'atletica, Claudia Pinna, pluriprimatista sarda del mezzofondo e delle prove lunghe, classe 1977 di San Gavino, quest'anno ritornata nelle fila del Cus Cagliari dopo una stagione con la Laguna Running così commenta le graduatorie regionali outdoor assolute femminil.

«Per me – prosegue la Pinna – è stato un anno un po strano rispetto alla pista. Ho avuto un infortunio a inizio stagione e poi son rientrata senza però fare molte gare. Ho dato- continua l'atleta isolana- la precedenza alle gare su strada della maratona e della mezza. Per quanto riguarda l'atletica leggera sarda è evidente che ci sono tante valide giovani. Questo è molto buono e fa ben sperare. Dalia Kaddari, Virginia Medda, Alessia Farci, Camilla Pitzalis, Francesca Collu e qualche altra sono delle belle realtà che promettono molto bene ».

Per il 2018 cosa ti aspetti dall'atletica leggera sarda femminile, di cui rimani una delle migliori interpreti anche in campo nazionale?

«Molte di queste giovani menzionate, che hanno fatto bene nel 2017, potranno solo migliorare . Visto che poi quasi tutte militeranno ancora nelle categorie giovanili avranno tanto da divertirsi agonisticamente e potranno fare sicuramente bene. Oltre loro ci sono quelle già affermate che si trovano ai primi posti delle graduatorie regionali che bisognerà vedere come stanno. Per quanto mi riguarda-continua l'ex campionessa italiana assoluta dei metri 5000 e 10.000- il ritorno al Cus Cagliari sotto la guida del mio tecnico storico, Antonello Podda, coinciderà con qualche gara in più in pista. Tra qualche mese farò una delle maratone di primavera, Milano, Rotterdam o Roma le prescelte, e poi penserò a dare una mano alla squadra del Cus nelle varie prove in pista dove punterò anche a ottenere qualche buona prestazione cronometrica».

Da una vita sul palcoscenico dell'atletica sarda in veste di protagonista cosa pensi si possa fare per migliorare l'atletica isolana femminile?

«Penso che tutto dipende dalla passione dei tecnici che vanno in campo. Bisogna avere delle persone che in campo seguono gli atleti con grande impegno così da creare anche dei gruppi e da riuscire a trasmettere questa passione agli stessi atleti. Questa è la condizione necessaria perché i giovani si impegnino a sacrificarsi con piacere per migliorarsi . Solo così- afferma - penso si riesca a creare dei gruppi omogenei e motivati, condizione necessaria perché i giovani, uomini e donne, crescano con la passione di fare atletica e abbiamo voglia di farla nel migliore dei modi».

Roberto Spezzigu

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