Una vita da mediano e una domenica da bomber
Sandro Scioni racconta i suoi due gol allo Stintino che riaccendono le speranze playoff della Torres
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SASSARI. E’ l’eroe della domenica ma non si monta la testa. Sandro Scioni, classe ’93, è un mediano in campo e nella vita. Un ragazzo abituato a lottare, che ha conquistato col lavoro la fiducia di mister Tortora e il cuore di tifosi rossoblù. Se la Torres ha battuto lo Stintino nel big match della 19esima giornata di Eccellenza lo deve a due gol del suo centrocampista.
E’ la sua prima doppietta in Eccellenza. Se l’aspettava?
«No perchè non tocca a me fare gol, però sono felice di come sono andate le cose. Era importate battere lo Stintino per continuare a sperare nei playoff».
Fino all’87’ il risultato era inchiodato sullo 0-0 e la Torres aveva un uomo in meno. Il pareggio sembrava ormai acquisito, invece...
«Invece abbiamo continuato ad attaccare come abbiamo fatto fin dall’inizio. Ci abbiamo sempre creduto e abbiamo fatto bene. E’ vero che abbiamo sbloccato la gara tardi però anche domenica abbiamo costruito tante occasioni e sarebbe stata una beffa non raccogliere i tre punti».
C’è voluto un rigore.
«Il fallo su Sarritzu era nettissimo e ce n’era stato un altro in precedenza non sanzionato dall’arbitro. Sul rigore non c’è proprio nulla da dire».
E’ toccato a lei andare sul dischetto. Ha avuto paura?
«Paura no. Sono uno dei rigoristi della squadra e in settimana curo anche questo aspetto. E’ vero che era un rigore importate e che è arrivato a una manciata di minuti dalla fine. Però sono andato sul dischetto tranquillo e ho calciato bene».
Poi è arrivato il raddoppio ed quasi tutto farina del suo sacco.
«Sì, ho rubato un pallone a centrocampo e ho servito Piga che arrivava in sovrapposizione. Lui è entrato area, si è allargato e mi ha restituito la palla. Io ho calciato al volo e per Secchi non c’è stato nulla fa da fare».
E’ corso a festeggiare sotto la curva. Che rapporto ha con i tifosi?
«Sassari è una piazza importate e ho scelto di venire qui perchè so che la Torres può darmi tanto e io spero di dare tanto alla Torres. Poi è vero che le pressioni sono più pesanti che in altre realtà, ma queste cose vanno messe nel conto e viste nei loro aspetti positivi. Per me il calore dei tifosi è un valore aggiunto importante».
Dove volete arrivare?
«L’obbiettivo sono i playoff. Non è un traguardo semplice ma possiamo farcela».
In testa la lotta è serratissima. Secondo lei chi mollerà?
«Non possiamo aspettarci regali. Io credo che le squadre che ci precedono faranno di tutto per chiudere il campionato davanti. Sta a noi vincere più partite possibili e, come è successo domenica con lo Stintino, fare nostri gli scontri diretti».
Sandro Scioni ha qualcuno a cui dedicare i due gol di domenica?
«Alla mia famiglia, che quando può viene a fare il tifo per la Torres, e al presidente Salvatore Sechi».
Antonio Ledà
E’ la sua prima doppietta in Eccellenza. Se l’aspettava?
«No perchè non tocca a me fare gol, però sono felice di come sono andate le cose. Era importate battere lo Stintino per continuare a sperare nei playoff».
Fino all’87’ il risultato era inchiodato sullo 0-0 e la Torres aveva un uomo in meno. Il pareggio sembrava ormai acquisito, invece...
«Invece abbiamo continuato ad attaccare come abbiamo fatto fin dall’inizio. Ci abbiamo sempre creduto e abbiamo fatto bene. E’ vero che abbiamo sbloccato la gara tardi però anche domenica abbiamo costruito tante occasioni e sarebbe stata una beffa non raccogliere i tre punti».
C’è voluto un rigore.
«Il fallo su Sarritzu era nettissimo e ce n’era stato un altro in precedenza non sanzionato dall’arbitro. Sul rigore non c’è proprio nulla da dire».
E’ toccato a lei andare sul dischetto. Ha avuto paura?
«Paura no. Sono uno dei rigoristi della squadra e in settimana curo anche questo aspetto. E’ vero che era un rigore importate e che è arrivato a una manciata di minuti dalla fine. Però sono andato sul dischetto tranquillo e ho calciato bene».
Poi è arrivato il raddoppio ed quasi tutto farina del suo sacco.
«Sì, ho rubato un pallone a centrocampo e ho servito Piga che arrivava in sovrapposizione. Lui è entrato area, si è allargato e mi ha restituito la palla. Io ho calciato al volo e per Secchi non c’è stato nulla fa da fare».
E’ corso a festeggiare sotto la curva. Che rapporto ha con i tifosi?
«Sassari è una piazza importate e ho scelto di venire qui perchè so che la Torres può darmi tanto e io spero di dare tanto alla Torres. Poi è vero che le pressioni sono più pesanti che in altre realtà, ma queste cose vanno messe nel conto e viste nei loro aspetti positivi. Per me il calore dei tifosi è un valore aggiunto importante».
Dove volete arrivare?
«L’obbiettivo sono i playoff. Non è un traguardo semplice ma possiamo farcela».
In testa la lotta è serratissima. Secondo lei chi mollerà?
«Non possiamo aspettarci regali. Io credo che le squadre che ci precedono faranno di tutto per chiudere il campionato davanti. Sta a noi vincere più partite possibili e, come è successo domenica con lo Stintino, fare nostri gli scontri diretti».
Sandro Scioni ha qualcuno a cui dedicare i due gol di domenica?
«Alla mia famiglia, che quando può viene a fare il tifo per la Torres, e al presidente Salvatore Sechi».
Antonio Ledà
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