Verdeazzurro con un futuro sempre più rosa
Patrizia Canu, fondatrice e coach della squadra, fa il punto sul torneo di A2 e sulla pallamano isolana
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SASSARI. Verdeazzurro Sassari, dalla scuola primaria ai vertici del campionato di A2 nazionale. Non si tratta di una favola ma di un percorso durato dieci anni. Dietro i giovanissimi della prima squadra maschile che occupano il secondo posto nella A2 di pallamano ci sono tantissimi ragazzini che disputano ben 7 campionati federali più l’under 9 e l’under 11. Infatti la Verdeazzurro con 130 tesserati ha il primato regionale come numero di atleti iscritti nelle proprie liste. Una bella storia su cui fa il punto una delle fondatrici della società, nonché allenatrice, Patrizia Canu.
Come nasce questa avventura?
«Ho iniziato la carriera di allenatrice presso l’oratorio del Latte Dolce con la PGS Don Bosco. Li ho incontrato una persona splendida, Don Antonio Ibba, che una volta terminata l’esperienza con la squadra femminile dei Salesiani, mi ha messo in contatto con Patrizia Cossu, insegnante di educazione fisica. Insieme abbiamo iniziato a lavorare nella Scuola Primaria del Sacro Cuore al Monte e con la Scuola Media n.10 di Latte Dolce; per dare continuità al nostro lavoro abbiamo fondato la Verdeazzurro».
Era il 2008, le malelingue dicono che avete fondato una vostra società perché avete dei caratteri particolari.
«Patrizia Cossu ha un carattere eccezionale con il solo pregio di far innamorare tutto quello che le passa per le mani, un autentica ‘ammaliatrice’. La vera ‘strega’ cattiva sono io, per indole e per carattere».
Ora come sta la società Verdeazzurro?
«Decisamente bene, siamo felici del lavoro che stiamo svolgendo, il futuro ci sorride. Quattro anni fa abbiamo fatto una programmazione e devo dire che la stiamo rispettando pienamente. Sta fiorendo tutto quello che abbiamo seminato sia in termini qualitativi che quantitativi. Abbiamo ripreso a coltivare anche il discorso “femminile”. Stiamo poi allargando il cerchio degli allenatori».
E siete al terzo campionato in A2.
«Sono felice del campionato che stiamo facendo, all’inizio del torneo avrei firmato per avere a questo punto 12 punti sui 14 a disposizione. In questi anni di A2 siamo cresciuti tanto dopo un primo anno di prova».
I vostri obbiettivi?
«Arrivare ad avere una squadra maschile competitiva ad altissimo livello costituita prevalentemente da talenti locali. Prendiamo come esempio la squadra femminile della Città dei Candelieri di Antonio Pes.».
Come fotografi la Pallamano in Sardegna?
«A colori. Vedo un bel fermento fatto da società che stanno lavorando bene».
Sergio Masia
Come nasce questa avventura?
«Ho iniziato la carriera di allenatrice presso l’oratorio del Latte Dolce con la PGS Don Bosco. Li ho incontrato una persona splendida, Don Antonio Ibba, che una volta terminata l’esperienza con la squadra femminile dei Salesiani, mi ha messo in contatto con Patrizia Cossu, insegnante di educazione fisica. Insieme abbiamo iniziato a lavorare nella Scuola Primaria del Sacro Cuore al Monte e con la Scuola Media n.10 di Latte Dolce; per dare continuità al nostro lavoro abbiamo fondato la Verdeazzurro».
Era il 2008, le malelingue dicono che avete fondato una vostra società perché avete dei caratteri particolari.
«Patrizia Cossu ha un carattere eccezionale con il solo pregio di far innamorare tutto quello che le passa per le mani, un autentica ‘ammaliatrice’. La vera ‘strega’ cattiva sono io, per indole e per carattere».
Ora come sta la società Verdeazzurro?
«Decisamente bene, siamo felici del lavoro che stiamo svolgendo, il futuro ci sorride. Quattro anni fa abbiamo fatto una programmazione e devo dire che la stiamo rispettando pienamente. Sta fiorendo tutto quello che abbiamo seminato sia in termini qualitativi che quantitativi. Abbiamo ripreso a coltivare anche il discorso “femminile”. Stiamo poi allargando il cerchio degli allenatori».
E siete al terzo campionato in A2.
«Sono felice del campionato che stiamo facendo, all’inizio del torneo avrei firmato per avere a questo punto 12 punti sui 14 a disposizione. In questi anni di A2 siamo cresciuti tanto dopo un primo anno di prova».
I vostri obbiettivi?
«Arrivare ad avere una squadra maschile competitiva ad altissimo livello costituita prevalentemente da talenti locali. Prendiamo come esempio la squadra femminile della Città dei Candelieri di Antonio Pes.».
Come fotografi la Pallamano in Sardegna?
«A colori. Vedo un bel fermento fatto da società che stanno lavorando bene».
Sergio Masia
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