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Cresce la difesa e si rivede Sau, Cagliari avanti così

di Mario Frongia
Cresce la difesa e si rivede Sau, Cagliari avanti così

Segnali confortanti per il campionato dei rossoblù l’unica nota stonata la vittoria del Genoa in casa della Lazio

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CAGLIARI. Diavolo di un Laxalt! Senza il gol partita del genoano nel posticipo del lunedì contro la Lazio all'Olimpico, la quarta di ritorno per il Cagliari sarebbe stata perfetta. Invece, il Genoa ha raggiunto i rossoblù. Ma il 2-0 sulla Spal è d'oro. Vittoria contro un avversario diretto nella corsa salvezza, rete imbattuta, 7 punti sul terzultimo posto, gol di Sau, conferma che Castan è un grande.

Numeri e fatti. Il successo sugli estensi promuove solidità e agonismo. Padoin e soci pressano, stanno corti, cercano la porta, si aiutano. Buon segno. I recenti risultati non sono casuali (neanche l'1-1 di Crotone con Var dubbio su "rosso" a Pisacane, rigore e gol regolare dei calabresi) e danno autostima. Il Cagliari non subiva gol dal 19 novembre, 1-0 a Udine. In precedenza, rete inviolata nelle vittorie contro Crotone (1-0, il 10 settembre alla Sardegna Arena) e Spal (2-0 al "Mazza", il 17 settembre 2017). I rossoblù, 34 gol subiti, stanno meglio di Bologna (35), Chievo (40), Sassuolo (41), Crotone (40), Spal (42), Verona (46) e Benevento (51). A quota 24, tredicesimo col Genoa (25 reti incassate), il Cagliari ha dietro sette squadre.

Marco, rieccolo. Non segnava da settembre, gol partita al Crotone. Sau in rete - 2 in 17 gare - è un bel colpo. Al di là dei quattro mesi a secco con vari infortuni, in area Pavoletti può contare su un fenomenale complice tattico.

Mercato. Il club che scende in B tre anni fa, paga dazio sul fronte tecnico (Zeman) e della rosa, inadeguata e mal disposta ai crismi del boemo. Si dovrebbe rimediare al mercato ma Zola affonda dopo aver avuto garanzie: arrivano Diakité, Cop, Brkic, Mpoku, Gonzalez e Husbauer. A questi signori si augura il Pallone d'oro ma, ancora oggi, è dura capire cosa avrebbero potuto dare a un gruppo basato sugli acerbi Longo&Co e con i senatori al tramonto.

Si riparte. In B le cose vanno meglio, si lavora duro e con lealtà, anche tra dirigenza e panca. I risultati? Inoppugnabili. Poi, l'involuzione estiva. Dal rientro alla blindatura dei veterani, all'addio di cinque mega stipendi (Alves. Isla, Tachsidis, Borriello e Di Gennaro) con esosi investimenti su Miangue e Van der Wiel. Bene Romagna, Cigarini (in palla da un mese), Pavoletti e Andreolli a sprazzi. Per il resto, parla il campo.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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