Attacco disastroso L’Academy Cagliari rullata da Agrigento
Dopo l’impresa di Reggio Calabria, crolla in casa coi siciliani C’è ancora una salvezza da mettere al sicuro nella serie A2
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Pasta Cellino73
Agrigento95
CAGLIARI DINAMO ACADEMY: Ibba, Keene 19, Allegretti 5, Turel 2, Rullo 17, Ebeling, Matrone 6, Bucarelli 3, Stephens 21, Rovatti, Angius. Allenatore: Riccardo Paolini.
FORTITUDO AGRIGENTO: Cannon 14, Zugno, Evangelisti 13, Cuffaro 2, Williams 21, Zilli 4, Ambrosin 8, Guariglia 19, Pepe 12, Lovisotto 2. Allenatore: Franco Ciani.
ARBITRI: Gagno, Yang Yao e Solfanelli.
PARZIALI: 16-30; 37-53; 56-78.
CAGLIARI
Squadra da ottovolante, questa Pasta Cellino. Dopo la bella prova di Reggio Calabria, la squadra di Paolini gioca al palaPirastu la peggiore gara offensiva della stagione, cedendo due delicati punti salvezza alla Moncada Agrigento. Il 3/17 da tre è eloquente. Cagliari doveva pescare a piene mani dal suo DNA offensivo per vincere una gara che ha avuto poco tempo per essere preparata e invece, da esso, riesce a prendere soltanto l'imprevedibilità, in senso negativo. La gara. I padroni di casa commutano in multa la squalifica di Markus Keene. Con lui, nello starting five, anche Allegretti, Stephens, Bucarelli e Roberto Rullo. Apre il match una tripla di Williams dopo buona circolazione dei siciliani. Cagliari costruisce male e trova con difficoltà soluzioni pulite. Ne viene fuori un ritardo di 10 lunghezze già al 6' (5-15). Agrigento mostra invece sicurezza e tranquillità, proprio mentre i padroni di casa si ostinano a cercare fortuna da dietro l 'arco facendo registrare la peggiore percentuale da inizio stagione (1/10) nei primi 10' di gioco. Se lo 0/2 dalla lunetta di Keene (sempre vicino al 90 per cento) è il presagio di una serata da dimenticare in attacco, i problemi di Bucarelli e compagni sono anche e soprattutto nella propria metà campo. Ne viene fuori un 37-53 di fine seconda frazione difficilmente giustificabile. Due triple di Rullo sembrano accendere le speranze di rivalsa della squadra rossoblù. Sono poi le giocate sull'asse Keene-Stephens a creare gli unici sussulti di una serata (consumatasi sotto gli occhi di Sardara e Pasquini) da dimenticare in fretta per provare a riprendere a correre verso la salvezza. Da raggiungere il prima possibile.
Mauro Farris
Agrigento95
CAGLIARI DINAMO ACADEMY: Ibba, Keene 19, Allegretti 5, Turel 2, Rullo 17, Ebeling, Matrone 6, Bucarelli 3, Stephens 21, Rovatti, Angius. Allenatore: Riccardo Paolini.
FORTITUDO AGRIGENTO: Cannon 14, Zugno, Evangelisti 13, Cuffaro 2, Williams 21, Zilli 4, Ambrosin 8, Guariglia 19, Pepe 12, Lovisotto 2. Allenatore: Franco Ciani.
ARBITRI: Gagno, Yang Yao e Solfanelli.
PARZIALI: 16-30; 37-53; 56-78.
CAGLIARI
Squadra da ottovolante, questa Pasta Cellino. Dopo la bella prova di Reggio Calabria, la squadra di Paolini gioca al palaPirastu la peggiore gara offensiva della stagione, cedendo due delicati punti salvezza alla Moncada Agrigento. Il 3/17 da tre è eloquente. Cagliari doveva pescare a piene mani dal suo DNA offensivo per vincere una gara che ha avuto poco tempo per essere preparata e invece, da esso, riesce a prendere soltanto l'imprevedibilità, in senso negativo. La gara. I padroni di casa commutano in multa la squalifica di Markus Keene. Con lui, nello starting five, anche Allegretti, Stephens, Bucarelli e Roberto Rullo. Apre il match una tripla di Williams dopo buona circolazione dei siciliani. Cagliari costruisce male e trova con difficoltà soluzioni pulite. Ne viene fuori un ritardo di 10 lunghezze già al 6' (5-15). Agrigento mostra invece sicurezza e tranquillità, proprio mentre i padroni di casa si ostinano a cercare fortuna da dietro l 'arco facendo registrare la peggiore percentuale da inizio stagione (1/10) nei primi 10' di gioco. Se lo 0/2 dalla lunetta di Keene (sempre vicino al 90 per cento) è il presagio di una serata da dimenticare in attacco, i problemi di Bucarelli e compagni sono anche e soprattutto nella propria metà campo. Ne viene fuori un 37-53 di fine seconda frazione difficilmente giustificabile. Due triple di Rullo sembrano accendere le speranze di rivalsa della squadra rossoblù. Sono poi le giocate sull'asse Keene-Stephens a creare gli unici sussulti di una serata (consumatasi sotto gli occhi di Sardara e Pasquini) da dimenticare in fretta per provare a riprendere a correre verso la salvezza. Da raggiungere il prima possibile.
Mauro Farris
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