«La pallamano rinascerà dalla scuola»
Gianmario Pittorru, uno dei “cinque saggi”, e il rilancio della disciplina nell’isola
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SASSARI. Ha iniziato in piazza d’Italia a Sassari come giocatore della mitica Edera Endas di Giuseppe Losito passando poi a fare l’allenatore tra Sassari e Nuoro, anche come vice della nazionale maggiore al fianco di Pacho Sanchez, anche ai Giochi del Mediterraneo 2001 in Tunisia e ai Mondiali di Trento. Gianmario Pittorru ha diretto anche la nazionale allieve in Portogallo per la Coppa Latina e chiuso il ciclo “azzurri” si è buttato a capofitto nel lavoro con i giovani della sua città. L’anno scorso ha risposto “presente” alla chiamata della nuova gestione della Federazione per far parte del gruppo dei “5 saggi”.
Un ruolo nuovo. Come lavora il comitato?
«In sostanza è la commissione nazionale allenatori coordinata da Domenico Tassinari che si occupa di formazione e aggiornamento dei tecnici nazionali. Con il nuovo ciclo questa commissione è stata ripristinata dalla base e ha una funzionalità operativa importante».
Com’è andato il primo anno di attività?
«Abbiamo rivisto e riprodotto il manuale per allenatore di 1° livello che era fermo da 40 anni, stiamo raccogliendo materiale per i corsi di aggiornamento e a Roma è partito il corso per tecnici di 2° livello: ci sono anche cinque sardi».
I progetti in cantiere?
«E’ stato appena approvato il progetto Scuola a livello nazionale. Coinvolgeremo gli insegnanti di educazione motoria di tutte le scuole primarie e secondarie per rilanciare la pallamano a livello nazionale. Stiamo poi gettando le basi per una collaborazione tecnica con le altre federazioni. Sto parlando con Pacho Sanchez, direttore della scuola spagnola di allenatori. E la Spagna è campione europea maschile in carica. Poi, abbiasmo firmato un accordo di collaborazione con la Francia, e insieme al presidente sardo Carlo Baroffio e al referente nazionale Davide Busalacchi lo stiamo riproponendo tra Sardegna e Corsica».
Da insegnante di educazione fisica, le chiedo di dare i voti alla federazione nazionale e a quella sarda?
«Alla gestione Loria darei un 7 ½ perché è dovuta ripartire con grosse difficoltà dopo 20 anni, ma ha già messo a segno dei punti rivoluzionari. Ci vuole tempo per sistemare il tutto ma si sta lavorando tantissimo. Darei invece un bel 8 al lavoro svolto finora dal gruppo sardo. Nell’isola c’era praticamente un deserto, si sono sistemate già molte cose anche se la montagna è molto alta. Fondamentalmente mancano le strutture, il Selargius ad esempio deve fare i salti mortali per allenarsi ma anche a Sassari non scherziamo; al PalaSantoru si allenano oltre venti squadre, immaginate voi cosa voglia dire…».
Come si rilancia la pallamano sarda?
«Passando dalla scuola. Ci stiamo agganciando al progetto nazionale per organizzare entro il 2018 un corso di istruttore scolastico rivolto agli insegnati di educazione fisica. Solo coinvolgendo i giovanissimi si riuscirà a ritornare ai fasti di una volta. Le società esistenti nel territorio in questo momento stanno incrementando il loro lavoro, sono contento che molte persone coinvolte a vario titolo in questo magnifico sport si stiano riavvicinando con entusiasmo e ne stiano contagiando delle altre. Spero che questo serva da esempio per altre realtà che si potrebbero affacciare. Altro elemento potrebbe essere il rinnovo delle rappresentative regionali che potrebbero funzionare come volano per le nuove leve».
Sergio Masia
Un ruolo nuovo. Come lavora il comitato?
«In sostanza è la commissione nazionale allenatori coordinata da Domenico Tassinari che si occupa di formazione e aggiornamento dei tecnici nazionali. Con il nuovo ciclo questa commissione è stata ripristinata dalla base e ha una funzionalità operativa importante».
Com’è andato il primo anno di attività?
«Abbiamo rivisto e riprodotto il manuale per allenatore di 1° livello che era fermo da 40 anni, stiamo raccogliendo materiale per i corsi di aggiornamento e a Roma è partito il corso per tecnici di 2° livello: ci sono anche cinque sardi».
I progetti in cantiere?
«E’ stato appena approvato il progetto Scuola a livello nazionale. Coinvolgeremo gli insegnanti di educazione motoria di tutte le scuole primarie e secondarie per rilanciare la pallamano a livello nazionale. Stiamo poi gettando le basi per una collaborazione tecnica con le altre federazioni. Sto parlando con Pacho Sanchez, direttore della scuola spagnola di allenatori. E la Spagna è campione europea maschile in carica. Poi, abbiasmo firmato un accordo di collaborazione con la Francia, e insieme al presidente sardo Carlo Baroffio e al referente nazionale Davide Busalacchi lo stiamo riproponendo tra Sardegna e Corsica».
Da insegnante di educazione fisica, le chiedo di dare i voti alla federazione nazionale e a quella sarda?
«Alla gestione Loria darei un 7 ½ perché è dovuta ripartire con grosse difficoltà dopo 20 anni, ma ha già messo a segno dei punti rivoluzionari. Ci vuole tempo per sistemare il tutto ma si sta lavorando tantissimo. Darei invece un bel 8 al lavoro svolto finora dal gruppo sardo. Nell’isola c’era praticamente un deserto, si sono sistemate già molte cose anche se la montagna è molto alta. Fondamentalmente mancano le strutture, il Selargius ad esempio deve fare i salti mortali per allenarsi ma anche a Sassari non scherziamo; al PalaSantoru si allenano oltre venti squadre, immaginate voi cosa voglia dire…».
Come si rilancia la pallamano sarda?
«Passando dalla scuola. Ci stiamo agganciando al progetto nazionale per organizzare entro il 2018 un corso di istruttore scolastico rivolto agli insegnati di educazione fisica. Solo coinvolgendo i giovanissimi si riuscirà a ritornare ai fasti di una volta. Le società esistenti nel territorio in questo momento stanno incrementando il loro lavoro, sono contento che molte persone coinvolte a vario titolo in questo magnifico sport si stiano riavvicinando con entusiasmo e ne stiano contagiando delle altre. Spero che questo serva da esempio per altre realtà che si potrebbero affacciare. Altro elemento potrebbe essere il rinnovo delle rappresentative regionali che potrebbero funzionare come volano per le nuove leve».
Sergio Masia
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