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«È la mia medaglia, sudata con gli artigli»

«È la mia medaglia, sudata con gli artigli»

La gioia infinita dell’azzurra: «Ho battuto la Vonn? Ma io in confronto a lei resto piccola»

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PYEONGCHANG. Si è tenuta un tappo di bottiglia come portafortuna, dopo aver vinto qui in Corea in Coppa del mondo. Lo ha infilato nella sacca per andare incontro all'appuntamento con la storia e chiudere un cerchio magico creatosi sulla neve di PyeongChang. Lo show olimpico di Sofia Goggia è nel suo stile: battute, risate e la voglia di mostrarsi sempre per quello che è.

«Di solito sono una pasticciona, ma stavolta sono stata una samurai» dice mentre si infila nel frullatore dell'oro olimpico. Ma non ditele ora che è una star, anche se ha battuto ai Giochi la numero uno, la sua amica e rivale Lindsay Vonn. «Ma il confronto non c'è, la sua carriera si commenta da sé con quello che ha vinto: io sono piccola vicino a lei, che è un esempio anche di generosità. Rara da queste parti». È un fiume in piena, è il suo giorno, è giusto così goderselo alla sua maniera: si è inchinata per baciare la neve che l'ha portata in cima all'Olimpo, ma dall'elegia il registro passa subito al comico. «Avevo tutti i fotografi alle spalle, hanno potuto immortalare questo ippopotamino...» ride la bergamasca. Poi ripensa alla gara: «Non ho realizzato di essere campionessa olimpica: sapevo di potercela fare, è vero, ma nello sci può succedere di tutto. Non è stato facile, ho avuto quattro operazioni ma ogni volta mi sono detta che dovevo ripartire. Sai, come la scintilla che non si spegne nel caminetto. Ecco io ho un talento ma nessuno mi ha mai regalato niente, mi sono sudata tutto, con gli artigli e con i denti».

Racconta gli aneddoti della sua vita di sportiva, il legame con le altre sciatrici, non solo la Vonn. Per arrivare così in alto ha costruito nei dettagli la sua discesa: «Mi sono concentrata al massimo, volevo la gara perfetta e stavolta è stata così. Mi sento estremamente fortunata, realizzo il sogno di quando ero bambina. Ho vinto l'oro olimpico, è stata la discesa della maturità. Non sarò una sciatrice con la classe, quando scendo mi sento come se suonassero chitarre elettriche. Ma mi fido delle mie gambe e quello di cui sono felice è che resto sempre io. So che avrei avuto intorno chi mi ama anche se non avessi vinto niente, e questa è la mia medaglia».

Il voto che si mette in pagella è scontato, senza goggiate e con l'oro che vale di più è «dieci, se non me lo do oggi quando?». Con i 150 mila euro del premio ancora non sa cosa fare, «ma un occhio a immobiliare.it lo butto, comunque un regalino me lo faccio anche se la realtà è che ho tutto».

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