«È solo il primo tempo ma vinceremo la partita»
dall’inviato
Regione e Federcalcio amplieranno il programma. Il ruolo degli ex Cagliari Tomasini e Copparoni
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ORISTANO. È solo il primo tempo di una partita ancora lunga. Per vincerla serve una tattica accorta, e tutti devono metterci il cuore oltre alla testa, ma la squadra c’è. Si può fare. Per questo non c’era enfasi, nella conferenza stampa con la quale è stata presentata l’iniziativa di Regione e Figc, ma un po’ di legittimo orgoglio, sì.
«È una festa che ripeteremo – spiega il numero uno della Figc sarda Gianni Cadoni –, con un progetto ancora più importante. Non anticipo nulla, ma ci stiamo lavorando».
«Stiamo dando continuità a questa iniziativa – lo sostiene l’assessore agli affari regionali Filippo Spanu –, evitando il difetto più grande della politica: l’episodicità. Anche questo momento è un’occasione per l’integrazione, e attraverso il calcio stiamo ottenendo buoni risultati soprattutto nei paesi dell’interno. Certo, c’è ancora tantissimo da fare – prosegue –, ma anche questa per tanti migranti è un’opportunità. Poi, di nostro, stiamo snellendo i tempi per l’esame delle domande di asilo. Prima servivano 4 anni, ora al massimo uno. È una grande respnsabilità e non è detto che tutte vengano accolte, ma siamo nell’ordine del 35-40% di esito favorevole. Stiamo inquadrando la porta. A volte segni e a volta la palla va fuori, ma ci siamo».
E ci sono anche Giuseppe Tomasini e Renato Copparoni, ex del Cagliari ancora attivissimi per i colori rossoblù e dell’intera isola: «È un’iniziativa non utile ma utilisssima – sostengono –. Sono ragazzi spaesati, il calcio li coinvolge e alcuni sono anche molto bravi. Sarebbe bello scoprire qualche talento per il Cagliari. Giocatori fatti in casa, anche se stranieri. Hanno fame di calcio e di vita, vogliono divertirsi e il pallone unisce. E noi siamo felici di poter aiutare loro con lo stesso amore che abbiamo per il calcio, il Cagliari e la Sardegna» (mac)
«È una festa che ripeteremo – spiega il numero uno della Figc sarda Gianni Cadoni –, con un progetto ancora più importante. Non anticipo nulla, ma ci stiamo lavorando».
«Stiamo dando continuità a questa iniziativa – lo sostiene l’assessore agli affari regionali Filippo Spanu –, evitando il difetto più grande della politica: l’episodicità. Anche questo momento è un’occasione per l’integrazione, e attraverso il calcio stiamo ottenendo buoni risultati soprattutto nei paesi dell’interno. Certo, c’è ancora tantissimo da fare – prosegue –, ma anche questa per tanti migranti è un’opportunità. Poi, di nostro, stiamo snellendo i tempi per l’esame delle domande di asilo. Prima servivano 4 anni, ora al massimo uno. È una grande respnsabilità e non è detto che tutte vengano accolte, ma siamo nell’ordine del 35-40% di esito favorevole. Stiamo inquadrando la porta. A volte segni e a volta la palla va fuori, ma ci siamo».
E ci sono anche Giuseppe Tomasini e Renato Copparoni, ex del Cagliari ancora attivissimi per i colori rossoblù e dell’intera isola: «È un’iniziativa non utile ma utilisssima – sostengono –. Sono ragazzi spaesati, il calcio li coinvolge e alcuni sono anche molto bravi. Sarebbe bello scoprire qualche talento per il Cagliari. Giocatori fatti in casa, anche se stranieri. Hanno fame di calcio e di vita, vogliono divertirsi e il pallone unisce. E noi siamo felici di poter aiutare loro con lo stesso amore che abbiamo per il calcio, il Cagliari e la Sardegna» (mac)
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