Goddi all’assalto dell’Europeo dei medi
di Roberto Muretto
Il pugile sardo stasera a Roma sfida l’imbattuto polacco Szeremeta: «Sarà una battaglia, ho i mezzi per vincerla»
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CAGLIARI. Highlander è pronto. Alessandro Goddi stasera a Roma (diretta Fox Sport a partire dalle 19) sogna di allacciarsi la cintura di campione europeo dei pesi medi. Il pugile che vive a Nuoro e si allena a Villacidro, prima dovrà superare un ostacolo non semplice. L’avversario che gli contenderà il titolo vacante è imbattuto. Kamil Szeremeta, polacco, è salito sul ring sedici volte e ne è sempre sceso vincitore. Due volte per ko. Un osso duro per il gladiatore sardo, deciso a non lasciarsi sfuggire questa nuova chance, dopo la sconfitta di misura con l’amico-rivale Blandamura. «Del mio avversario so che accetta gli scambi, è molto mobile e gli piace andare all’attacco. È molto simile a me. Non ho voluto vedere suoi filmati, lo ha fatto il mio allenatore, che lo ha studiato a fondo e spiegato come devo affrontare il match».
Alessandro è sereno. Consapevole che non sarà una passeggiata, ma deciso a giocarsi tutte le sue carte. «Non ho mai avuto atteggiamenti da sbruffone prima dei combattimenti - spiega Goddi -, ho il massimo rispetto per l’avversario. Ho fiducia nei miei mezzi, sarà una bella battaglia da combattare in modo leale». Il peso medio isolano ha colto al volto questa nuova possibilità. «Sono felice che mi sia stata concessa - aggiunge - e so perfettamente che in caso di vittoria si apriranno scenari importanti. Ho trent’anni e ancora molto da dare al pugilato. Ma già diventare campione d’Europa sarebbe un sogno che si avvera. Sono preparato, ho lavorato bene, senza intoppi e questo mi ha portato ad arrivare al match al meglio della forma. Pronostici? Non ne faccio, il ring dirà chi è più forte».
Goddi è arrivato a Roma accompagnato dalla moglie, dal suocero e dai suoi allenatori. Highlander vive la vigilia senza pressioni, ha un carattere che gli consente di affrontare tutto con tranquillità. «Non mi faccio condizionare da niente - ammette -, penso al match ma non come un’ossessione. Dovrà usare l’intelligenza sul ring. Attaccare va bene ma in modo razionale, senza avere atteggiamenti scomposti. Il mio avversario è abile a portare i colpi e non dovrò dargli la possibilità di avere un bersaglio fisso. Non aggiungo altro, il resto lo vedere quando comincerà l’incontro».
Trentasei i match da professionista per Goddi con questo score: 33 vittorie, 1 paregguio e due sconfitte. Oggi spera di aggiungere la ciliegina numero 34 alla torta. Sarebbe la più importante della carriera.
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Alessandro è sereno. Consapevole che non sarà una passeggiata, ma deciso a giocarsi tutte le sue carte. «Non ho mai avuto atteggiamenti da sbruffone prima dei combattimenti - spiega Goddi -, ho il massimo rispetto per l’avversario. Ho fiducia nei miei mezzi, sarà una bella battaglia da combattare in modo leale». Il peso medio isolano ha colto al volto questa nuova possibilità. «Sono felice che mi sia stata concessa - aggiunge - e so perfettamente che in caso di vittoria si apriranno scenari importanti. Ho trent’anni e ancora molto da dare al pugilato. Ma già diventare campione d’Europa sarebbe un sogno che si avvera. Sono preparato, ho lavorato bene, senza intoppi e questo mi ha portato ad arrivare al match al meglio della forma. Pronostici? Non ne faccio, il ring dirà chi è più forte».
Goddi è arrivato a Roma accompagnato dalla moglie, dal suocero e dai suoi allenatori. Highlander vive la vigilia senza pressioni, ha un carattere che gli consente di affrontare tutto con tranquillità. «Non mi faccio condizionare da niente - ammette -, penso al match ma non come un’ossessione. Dovrà usare l’intelligenza sul ring. Attaccare va bene ma in modo razionale, senza avere atteggiamenti scomposti. Il mio avversario è abile a portare i colpi e non dovrò dargli la possibilità di avere un bersaglio fisso. Non aggiungo altro, il resto lo vedere quando comincerà l’incontro».
Trentasei i match da professionista per Goddi con questo score: 33 vittorie, 1 paregguio e due sconfitte. Oggi spera di aggiungere la ciliegina numero 34 alla torta. Sarebbe la più importante della carriera.
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